I volti dei nuovi leader
I volti dei nuovi leader

Dicono di essere cambiati, di essersi evoluti rispetto a vent'anni fa e di "perdonare tutti". Chiedono addirittura sostegno internazionale perché l'economia dell'Afghanistan non sia più dipendente dall'oppio, garantendo che i terroristi non troveranno ospitalità. Fosse tutto vero, sarebbe davvero una rivoluzione. Ma le stesse dichiarazioni dei talebani in conferenza stampa mondiale profumano di sospetto e minaccia quando annunciano che le donne non subiranno abusi solo se vivranno sotto la legge di Allah. Ma quali sono i leader della seconda generazione di fondamentalisti islamici che si preparano a governare l'Afghanistan con il mitra in una mano e il Corano nell'altra, pretendendo di non essere confusi con estremisti e terroristi?

Mullah Abdul Ghani Baradar 

Il mullah Baradar (Ansa)

Abdul Ghani Baradar, 53 anni, è la nuova guida carismatica dei Talebani: secondo molti, sarà lui il nuovo "presidente" del nascituro emirato. Del resto ha conquistato sul campo i galloni, venendo nominato "vice" dal trapassato mullah Omar, suo cognato - sposò la sorella e compagno d'armi, e avendo trascorso 8 anni in carcere prima di essere liberato nel 2018 e aver firmato a Doha l'accordo con gli americani per il ritiro delle truppe Usa in cambio dello stop alle azioni terroristiche. Nelle scorse ore a Doha il mullah Baradar ha rappresentato in prima persona i talebani nei negoziati internazionali, presentandosi ai microfoni con gli immancabili occhiali per rassicurare l'opinione pubblica sulle intenzioni pacifiche dell'Emirato islamico afgano.

Mullah Hibatullah Akhundzada

Hibatullah Akhundzada

Se oggi Baradar può essere considerato il principale volto pubblico del movimento jihadista, il leader ufficiale, cui sulla carta spetta l'ultima parola sulle decisioni chiave, è invece dal 2016 il mullah Hibatullah Akhundzada. Ritenuto un riferimento sul piano religioso ancor prima che militare, autore di molte delle fatwa (i responsi di diritto islamico) emesse a nome del gruppo, si è affermato come figura di garanzia e continuità dopo l'uccisione nel raid di un drone di Akhtar Mansur, di cui era il numero 2. Originario di Kandahar, come i suoi predecessori a capo dei Talebani, il sessantenne Akhundzada ha mantenuto secondo gli analisti il rapporto privilegiato con Al Qaeda e la decisa opposizione alle infiltrazioni dell'Isis. Al contrario di altri leader degli studenti coranici, avrebbe trascorso in patria buona parte dell'ultimo ventennio, nascosto all'esercito americano. La sua ultima apparizione nota in pubblico risale al 2016.

Gholam Ruhani

Gholam Ruhani

Considerato per anni il terzo leader dei Talebani, dietro il mullah Omar e Baradar, il combattente Gholam Ruhani è stato protagonista della presa di Kabul e in particolar modo del palazzo presidenziale, facendosi riprendere seduto con il classico turbante nero sulla sedia dell'ex presidente Ghani e sfoggiando un ottimo inglese per annunciare la conquista del potere. Non un leader carismatico, tanto da essere considerato dagli Usa un nemico di medià pericolosità, il figlio di piccoli commercianti di elettrodomestici, scappato in Iran all'arrivo dell'Armata Rossa,  si è "formato" all'interno dell'intelligence talebana e nella prigione di Guantanamo. 

Zabihullah Mujahid

Zabihullah Mujahid

Se il Mullah Baradar è il volto, Mujahid è la voce dei talebani. Ha annunciato ai microfoni con espressione sicura le tappe dell'avanzata fino alla presa di Kabul e con la stessa enfasi ripete al mondo che a nessun cittadino afgano verrà torto un capello. Le donne? Nulla da temere, se rispetteranno la legge dell'Islam. Il portavoce dei Talebani con il copricapo nero rigato di bianco ha un ruolo assicurato nel nuovo governo

Mullah Yaqoob

Mullah Yaqoob

Il figlio del mullah Omar, vice dei Talebani, è a capo della potente "commissione militare". Negli anni passati ha fatto parlare di sé quando inizialmente si rifiutò di giurare fedeltà al mullah Mansour. Ha solo trent'anni e sarebbe il più giovani dei nuovi leader talebani. Accanto al prestigio familiare nell'ambiente jihadista, quest'ultimo avrebbe secondo diverse fonti costruito un rapporto diretto con numerosi comandanti di milizie locali, che potrebbe valergli un ruolo centrale nella prossima gestione del potere e alimentarne le ambizioni di leadership

Sirajuddin Haqqani

Haqqani

Altro vice dei Talebani, è il figlio di Jalaluddin Haqqani (tra i protagonisti della resistenza antisovietica, morto tre anni fa) e capo della rete Haqqani ritenuta legata ad al-Qaeda e responsabile in passato di sanguinosi attentati in Afghanistan. Era tra i 'papabili' per la successione a Mansour. Come Yaqoob è un leader militare ma non politico.