Auchan
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Milano, 15 maggio 2019 - Conad compra ipermercati, supermercati e negozi di prossimità Auchan, riportando sotto la bandiera italiana la quasi la totalità delle attività in Italia del gruppo francese che di fatto si ritira dal Paese. Un’operazione che solo nel Milanese coinvolge circa 2.000 lavoratori, tra punti vendita e sedi, con i sindacati che chiedono chiarezza e garanzie per scongiurare possibili esuberi. L’affare vale circa 1 miliardo di euro e dovrebbe chiudersi nell’anno ma dovrà passare il vaglio dell’Antitrust, visto che la fusione tra il secondo e il quinto gruppo nella Gdo in Italia farà nascere un colosso capace di scalzare le Coop dal podio, che varrà il 19% del mercato con fatturato aggregato di 17 miliardi di euro.

Con l’acquisizione entrerà in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia (anche quelli a marchio Simply) tra cui 46 ipermercati e 230 supermercati, capaci di dare lavoro a 20.000 persone in Italia. Numeri cospicui. Non a caso le possibili ricadute sull’occupazione già preoccupano i sindacati. In casa Conad si brinda quindi ad una azienda tornata italiana, dato che iper e super nati dal nocciolo duro dei negozi “CittàMercato” era finito definitivamente sotto le insegne francesi nel 2004.

«Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità - ha spiegato l’ad Francesco Pugliese -. Nasce una grande impresa italiana». Il passo indietro dei francesi è stato dettato dalle difficoltà di rilanciare le loro attività nel Paese: nel 2018 Auchan Italia è stata svalutata per 440 milioni contribuendo alla perdita di quasi un miliardo di euro del gruppo. La voci su una cessione si rincorrevano da tempo: lo scorso 24 aprile i lavoratori avevano scioperato riunendosi in presidio davanti al supermercato di viale Corsica per chiedere «chiarezza sul futuro». Messaggio che ora, alla luce della cessione, viene rilanciato a Conad da Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl. A Milano sono con il fiato sospeso, in particolare, i 750 dipendenti delle sedi, mentre le circa 1.350 persone impiegate nei punti vendita (350 nei centri commerciali di Vimodrone e Cesano Boscone e 1.000 negli altri supermercati), a meno di chiusure dovrebbero stare più tranquille. Da fonti vicino al dossier arriva però un messaggio tranquillizzante, che parla di un obiettivo di «continuità» occupazionale.