I numeri rimandano un quadro in chiaroscuro, che peraltro deve fare i conti con il "sommerso" legato al lockdown e alla paura di denunciare l’aguzzino col quale si è costretti a convivere 24 ore su 24. Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i dati sulle denunce di reato tra Milano e provincia raccontano da un lato che sono calati rispetto al 2019 i casi di atti persecutori (da 590 a 486 nel periodo gennaio-settembre) e di maltrattamenti contro familiari e conviventi...

I numeri rimandano un quadro in chiaroscuro, che peraltro deve fare i conti con il "sommerso" legato al lockdown e alla paura di denunciare l’aguzzino col quale si è costretti a convivere 24 ore su 24. Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i dati sulle denunce di reato tra Milano e provincia raccontano da un lato che sono calati rispetto al 2019 i casi di atti persecutori (da 590 a 486 nel periodo gennaio-settembre) e di maltrattamenti contro familiari e conviventi (da 949 a 874); dall’altro, però, fanno scattare un ulteriore campanello d’allarme sul fronte delle violenze sessuali, in aumento dalle 296 denunciate nei primi 9 mesi del 2019 alle 305 del 2020. Per quanto riguarda, invece, gli omicidi, le statistiche registrano una marcata inversione di tendenza: nel 2019 erano stati 18, e nella metà dei casi (9) vittima e carnefice erano legati o erano stati legati da un legame affettivo; nel 2020, il dato è sceso a 7, con due casi connessi a un rapporto sentimentale tra assassino e persona uccisa.

Resta, ovviamente, tanto da fare: "La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale", le parole del capo della polizia Franco Gabrielli per aprire la pubblicazione realizzata dalla Direzione centrale della polizia criminale. Oltre alla campagna di prevenzione "Questo non è amore" e all’app YouPol estesa anche alle segnalazioni di violenza domestica, a breve verrà introdotta un’altra applicazione, Scudo, che consentirà alle forze dell’ordine di avere tutte le informazioni utili sui precedenti interventi presso un determinato indirizzo (presenza di minori, disponibilità di armi, lesioni personali subite in passato dalla vittima), così da "calibrare nel modo migliore l’operatività". Intanto, ieri anche la Caritas Ambrosiana ha rilanciato l’allerta sulla violenza di genere: tra il 2011 e il 2019, il Servizio emergenza donna ha sviluppato più di 1.300 contatti (telefonici e via mail) e poi preso in carico e seguito negli anni 183 donne. "Sono sempre più fragili le donne che chiedono aiuto al nostro servizio anti-violenza: anche nei mesi passati, dove l`emergenza Covid ha costretto le persone a convivenze forzate, esasperando situazioni familiari già compromesse, a colpire non è stato tanto l`aumento di domande, ma piuttosto la grande problematicità delle situazioni", mette in guardia il direttore Luciano Gualzetti.

Nicola Palma