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19 mar 2022

Villapizzone, 55 metri quadri di idee. L’atelier della moda etica

La 44enne Nicoletta Fasani ha fatto successo con il bi-niki
La 44enne Nicoletta Fasani ha fatto successo con il bi-niki
La 44enne Nicoletta Fasani ha fatto successo con il bi-niki

Ha scelto di aprire il suo atelier di moda sostenibile a Villapizzone. "Ci ho vissuto dieci anni e mi sono subito innamorata di questo quartiere. Qui vibrano le stesse energie creative dell’Isola. I miei "vicini" di bottega sono un pittore, un liutaio, un libraio, una locanda e una marea di associazioni impegnate nel sociale", afferma la fashion designer Nicoletta Fasani, 44 anni. Milanese, una laurea di filosofia nel cassetto ed ex formatrice, ha deciso di dedicarsi alla moda ("la mia passione più autentica" dice) dal 2010 facendo nascere il marchio che porta il suo nome e inventando un abito brevettato componibile, il bi-niki. Il 15 febbraio del 2020 ha fatto il grande passo inaugurando il suo laboratorio di sartoria e punto vendita che porta il suo nome in via Mantegazza 36: "C’erano moltissime persone e tanta stampa quel giorno. Poi è arrivato quello che nessuno poteva immaginarsi". Cinque giorni dopo infatti - il 20 febbraio di due anni fa – è avvenuta la scoperta del primo paziente positivo al Covid in Italia con il conseguente lockdown.

"È stato un inizio davvero faticoso, non potevo neppure raggiungere la sartoria e a casa avevo solo il computer, neanche un ago con un filo. Ma non mi sono persa d’animo: ho concentrato tutti i miei sforzi sull’e-commerce. Il negozio l’ho potuto riaprire solo il 18 maggio del 2020", ricorda Nicoletta. Da allora la stilista non si è più fermata: quel luogo che misura 55 metri quadri è allo stesso tempo un ufficio moda, dove inventa modelli, una sartoria dove taglia e cuce i sui abiti componibili, e una vetrina per le sue collezioni che amano le geometrie semplici. Grande attenzione è prestata ai materiali attenti all’impatto ambientale e sociale e a filiera corta, forniti da piccole realtà artigianali da tutta la Penisola: "Utilizzo tessuti puri, più facili da riciclare, come cotone organico e certificato, jersey di lino dal Varesotto, seta di Como, lana dalla Basilicata, canapa, recuperando anche materiali di fine pezza della grande produzione tessile".

Il connubio tra etica ed estetica è fondamentale per Nicoletta: "Il bello è la conseguenza del giusto" ama ripetere. Nell’atelier-sartoria a Villapizzone, aperto al quartiere, si svolgono sono anche "laboratori di scartoria" per adulti e bambini, durante i quali la designer insegna come recuperare le stoffe di scarto della sua produzione creando collane senza utilizzare ago e filo, ma solo le mani. Per questa sua attenzione alla sostenibilità e al riciclo l’attività di Nicoletta Fasani è fra i protagonisti dell’esposizione fotografica "Manifatture invisibili, scarti visibili: un dialogo su comunità, design e territorio" in programma fino al 31 marzo all’ex scalo Lambrate.

Annamaria Lazzari

© Riproduzione riservata

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