L’area imbarchi dell’aeroporto di Malpensa
L’area imbarchi dell’aeroporto di Malpensa

Milano, 30 novembre 2020 - Avevano programmato una vacanza a Mosca nel ponte del Primo maggio, con soggiorno al celebre hotel Metropol e visita a musei e monumenti della capitale russa, ma il viaggio si è trasformato in una beffa. Otto ore di attesa all’aeroporto di Malpensa, fino alla rinuncia alla partenza perché l’agenzia non è riuscita a risolvere il problema che aveva impedito l’imbarco sul volo Aeroflot.

La coppia di pensionati, assistita dall’ufficio legale di Federconsumatori Milano, ha fatto causa alla società che aveva venduto loro il pacchetto dal costo di oltre cinquemila euro, ottenendo una sentenza a quattro anni e mezzo di distanza dal disservizio che è una stangata per l’agenzia di viaggi: dovrà versare agli ex clienti "la somma di 7.515 euro a titolo di risarcimento di tutti i danni patiti in conseguenza dell’inadempimento" oltre a saldare 3.800 euro per "compenso professionale" e altre spese che fanno schizzare il totale a circa 13mila euro. Si tratta di uno dei risarcimenti più alti in contenziosi analoghi con al centro “vacanze rovinate” per errori o inadempienze degli operatori turistici.

La coppia aveva programmato il viaggio, in compagnia della figlia, dal 24 aprile al primo maggio 2016, versando poco più di cinquemila euro per il pacchetto completo. Il giorno della partenza si sono recati "con largo anticipo" a Malpensa, ma il personale Aeroflot ha impedito loro l’imbarco sostenendo che c’era stato un errore nella prenotazione. Hanno telefonato all’agenzia chiedendo di essere imbarcati sul volo successivo, ripercorrono nel ricorso, ma l’impiegata "non è stato in grado di risolvere l’inconveniente" o di offrire soluzioni alternative soddisfacenti. Infine, dopo circa otto ore a Malpensa, hanno deciso di tornare a Milano e di rinunciare al viaggio. Hanno iniziato quindi una battaglia legale per ottenere il risarcimento, assistiti dagli avvocati Gianclemente Benenti e Maria Rosaria Brancaccio.

L’agenzia si è difesa sostenendo di aver fatto il possibile per venire incontro ai clienti e di aver "offerto altri voli" che "non sono stati presi in considerazione". Il giudice del Tribunale civile di Milano Elisabetta Palo ha dato però ragione ai viaggiatori beffati, riconoscendo "l’inadempimento" da parte dell’agenzia. La risposta di Aeroflot al reclamo "dimostra che vi furono delle anomalie nella prenotazione che ne hanno generato la cancellazione" e "considerato che l’agenzia non ha emesso altri titoli di viaggio a favore dell’attore, né il giorno previsto per la partenza né i giorni successivi, è irrilevante che ad un certo punto il cliente, stufo, se ne sia andato dall’aeroporto". Una “leggerezza” che costerà cara alla società milanese, condannata a versare quasi 13mila euro.