Trovate questo articolo all'interno della newsletter "Buongiorno Milano". Ogni giorno alle ore 7, dal lunedì al venerdì, gli iscritti alla community del «Giorno» riceveranno una newsletter dedicata alla città di Milano. Per la prima volta i lettori potranno scegliere un prodotto completo, che offre un’informazione dettagliata, arricchita da tanti contenuti personalizzati: oltre alle notizie locali, una guida sempre aggiornata per vivere in maniera nuova la propria città, consigli di lettura e molto altro. 

Milano, 5 gennaio 2021 - Sono stati iniettati 6.400 vaccini anti Covid in Lombardia ieri, a quanto Il Giorno apprende. Era il primo giorno vero della campagna partita, come annunciato, nei 65 hub che devono occuparsi anche dei loro ospedali-satellite e delle Rsa (ad eccezione del Trivulzio, che è hub e prevede di arrivare a "200-300 vaccinazioni giornaliere", spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, consulente scientifico del Pat dove "più di metà del personale finora ha aderito").

Compatibilmente con le consegne: come la prima atterrata in ritardo il 30 dicembre (per 80.595 dosi, invece delle 94.770 annunciate il giorno prima dal commissario), anche la seconda prevista ieri (76 vassoi per totali 14.820 fiale e 88.920 razioni) a quanto si apprende è slittata a oggi, almeno. La situazione è in continuo divenire, come il sito aperto dal ministero della Salute per monitorare la somministrazione dei vaccini e immediatamente diventato materiale per l’accusa sui "ritardi" delle Regioni. Ieri sera alle 21 (ma l’ultimo aggiornamento era registrato alle 19.33) il sito dava ancora 6.116 vaccini fatti in Lombardia, il 7,6% di quelli sinora ricevuti, ma a quanto si apprende da fonti della Regione il totale, cioè la somma delle iniezioni effettuate tra l’ultimo dell’anno e domenica e delle 6.400 di ieri, aveva già raggiunto quota diecimila. Gli ospedali milanesi confermano la partenza, chi con foto e chi coi numeri. Al Niguarda, che aveva iniettato in tre giorni poco meno di metà delle dosi mandate da Roma in Lombardia per il V-Day, il ritmo è già di 500 vaccinati al giorno; al Gaetano Pini/Cto si arriverà a 72 quotidiane e ha aderito "il 70% dei sanitari"; sono partiti anche i privati (l’Humanitas già a Capodanno, l’Auxologico domenica, ieri il San Raffaele e il San Donato con poco meno di duecento iniezioni tra i due presidi)

"È una macchina molto complessa, dopo una partenza lenta ora va a buon ritmo - ha commentato Giacomo Lucchini, responsabile del piano antiCovid in Lombardia -. Sappiamo che dovremo vaccinare 340 mila persone. Settimanalmente ci vengono consegnate le dosi, il regime di vaccini al giorno è 10mila, oggi (ieri, ndr ) qualcosa meno, e poi immaginiamo di arrivare a 13-15 mila al giorno, con picchi di 20mila". Intanto alla Lega, per bocca del presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti, toccava spiegare al sindaco di Bergamo Giorgio Gori, fattosi portavoce di una polemica che impazza da giorni sui social ("Per vaccinare entro settembre il 70% dei lombardi - ha twittato Gori - servono 30mila vaccinazioni al giorno, così finiamo tra due anni"), che questo ritmo è riferito al primo scaglione, in cui si vaccina il personale sanitario e anche gli ospiti nelle Rsa, mentre "è un’altra cosa" la campagna di massa sulla popolazione, per la quale il commissario all’emergenza ha avviato un reclutamento nazionale di personale. "Il V-Day ha avuto l’effetto di alzare al massimo l’aspettativa e l’attenzione sulle vaccinazioni - ragiona il virologo Pregliasco -. Ma mi sembra prematuro criticare sulla base dei primi numeri. Bisogna fare presto, ma lasciamo qualche giorno perché i meccanismi si olino e possano dare un risultato rapido".