Sesto, più telecamere per la sicurezza. Il Comune chiede aiuto al Governo

Presentato un progetto da 250mila euro per videosorvegliare le aree a rischio e teatro, in questo anno, di risse, spaccio e accoltellamenti. Firmato un Patto per la sicurezza urbana anche con la Prefettura

La polizia locale monitora le immagini riprese in vari luoghi della città

La polizia locale monitora le immagini riprese in vari luoghi della città

Sesto San Giovanni (Milano) – Per il presidio del territorio – e soprattutto della calda zona del Rondò – il Comune chiede aiuto al Governo e un finanziamento di 250mila euro per nuove telecamere. Sempre in materia di sicurezza urbana, è stato anche firmato un patto in Prefettura. In questi giorni, l’amministrazione ha presentato al ministero dell'Interno un progetto che ha l'obiettivo di installare nuove telecamere nelle aree oggi ancora non coperte e nelle piazze più sensibili, come piazza Trento e Trieste, dove da un anno continuano episodi di violenza e microcriminalità tra risse in pieno giorno, spaccio, atti vandalici, malamovida.

Solo nel quartiere Rondò nei mesi scorsi si erano verificati due gravissimi accoltellamenti tra latinos e lo stupro di un’anziana all’ingresso del suo palazzo in piazza IV Novembre. A sostegno del progetto, il sindaco Roberto Di Stefano ha firmato il Patto per la sicurezza urbana con il Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia.

“Pensiamo che nuove telecamere possano aiutare a risolvere alcune situazioni di degrado urbano, spaccio di sostanze stupefacenti, imbrattamento e disturbo alla quiete pubblica che caratterizzano in particolare il quartiere Trento e Trieste e le vie adiacenti dove si trovano, tra l’altro, locali che restano aperti fino a tardi e la fermata della metropolitana”. Tra le nuove zone da presidiare ci sono anche importanti istituti scolastici o servizi pubblici, come l’ospedale cittadino e lo Stadio Breda, casa della Pro Sesto. “Il finanziamento è stato richiesto sulla base delle linee guida adottate su proposta del ministro dell’Interno, con accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali - spiega l’assessore all’Innovazione Marco Lanzoni -. Se lo otterremo, ci consentirà di completare il sistema di telecamere, anche di lettura targhe, nel quadro della collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale”.

Il Patto per la sicurezza prevede, inoltre, che presso la Prefettura venga istituita una cabina di regia, composta dai rappresentanti delle forze di polizia e della polizia locale, con il compito di monitorare lo stato di attuazione del Patto, con cadenza semestrale, anche per la predisposizione, da parte del Prefetto, della relazione informativa all’Ufficio per il coordinamento e pianificazione della Forze di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, individuato come punto di snodo delle iniziative in materia di sicurezza urbana. Già nei mesi scorsi, l’amministrazione aveva chiesto e ottenuto dalla Prefettura più presenza e più forze di polizia per la zona Rondò/Trento e Trieste, ormai sorvegliata speciale tra pattugliamenti ordinari e straordinari, servizi a piedi e presidi fissi, diurni e notturni.

“I nuovi impianti aiuterebbero significativamente a contrastare il degrado e la microcriminalità grazie anche al controllo da remoto delle centrali operative di polizia locale e carabinieri, mantenendo l’esame e il coordinamento di eventuali iniziative in capo al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, spiega l’assessore alla Sicurezza Luca Nisco.

Questi i luoghi in cui verrebbero installati i nuovi sistemi di videosorveglianza: piazza Petazzi/largo Marinai d’Italia, largo Lamarmora, piazza Trento e Trieste, via Risorgimento, via Fratelli Bandiera, piazza IV Novembre,via Roma, via Breda, largo Morganti, via Marconi, sottopasso di viale Marelli, cimitero nuovo e le vie Adua/Zara, Boccaccio, Carducci (Stadio Breda), Lacerra, Leopardi/Saint Denis, Matteotti/Corridoni, Mincio, Pisa, Marx.

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