di Nicola Palma "Siamo allo stremo, ci servono subito aiuti, altrimenti ci ritroveremo a camminare sulle macerie". È Claudio Severgnini, presidente del Tam, a farsi portavoce dei tassisti milanesi, che ieri, come in tutta Italia, hanno spento i motori dalle 8 alle 22 per denunciare ancora una volta la gravissima crisi che ha messo in ginocchio la categoria dall’inizio della pandemia e per chiedere al Governo immediato sostegno economico. Per motivi di sicurezza, il flash mob in programma in Piazza Affari è stato annullato, ma per tutto il...

di Nicola Palma

"Siamo allo stremo, ci servono subito aiuti, altrimenti ci ritroveremo a camminare sulle macerie". È Claudio Severgnini, presidente del Tam, a farsi portavoce dei tassisti milanesi, che ieri, come in tutta Italia, hanno spento i motori dalle 8 alle 22 per denunciare ancora una volta la gravissima crisi che ha messo in ginocchio la categoria dall’inizio della pandemia e per chiedere al Governo immediato sostegno economico. Per motivi di sicurezza, il flash mob in programma in Piazza Affari è stato annullato, ma per tutto il giorno associazioni e sindacati hanno inviato via mail o Whatsapp ai conducenti alcuni volantini in cui vengono riassunti i motivi dell’agitazione. "Alla luce degli aiuti irrisori arrivati – si legge – chiediamo che si ricorra a meccanismi di finanza pubblica interna, in modo da rendere massicci e celeri gli interventi pubblici necessari a sostenere il comparto taxi".

Dal Ministero dell’Economia sono arrivate rassicurazioni sullo stanziamento in tempi rapidi dei mille euro a testa inseriti nel decreto Agosto per le città turistiche e di altri mille euro previsti dal decreto Ristori. Una goccia nel mare. Sì, perché il vero problema è che non si vede la luce in fondo al tunnel: l’assenza di turisti, lo stop a fiere e congressi, il ricorso sempre più massiccio allo smart working e la chiusura di ristoranti, cinema e teatri hanno reso sistemico il crollo della domanda di auto bianche. Basta un dato per farsi un’idea della differenza con l’era pre-Covid: "Prima ricevevamo in media 15mila chiamate sulle 24 ore, ora siamo scesi a 5mila – fa sapere il direttore del radiotaxi 6969 Vincenzo Mazza –. Dopo le 2 di notte, c’è un crollo vertiginoso, con appena 12 chiamate all’ora".

Ieri, in ogni caso, i tassisti hanno garantito i servizi essenziali per anziani, disabili e personale medico. E in serata sono tornati come sempre in strada, pur consapevoli che spesso bisogna attendere due-tre ore per una corsa di pochi euro e che il lockdown ridurrà ulteriormente le presenze. A proposito di lockdown, sono partiti i controlli delle forze dell’ordine per intercettare coloro che si spostano senza giustificato motivo. Controlli soft, è bene sottolinearlo: niente posti di blocco, verifiche a campione e atteggiamento improntato all’informazione e alla fiducia nei cittadini che si spostano dalle loro abitazioni.

Ultima nota per i blitz in tutta Italia del Nas dei carabinieri per accertare che le ambulanze rispettino tutti i requisiti previsti dalla legge: su 945 mezzi passati al setaccio, 46 sono stati bocciati; e pure a Milano, in alcuni casi, sono state riscontrate "gravi carenze funzionali e igienico sanitarie nella dotazione di bordo", con dispositivi medici "scaduti di validità".