Piazza Fontana
Piazza Fontana

Milano, 12 dicembre 2016 - L’ultimo a crederci era stato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Continuate a cercare la verità», disse ai famigliari delle vittime di Piazza Fontana in occasione del 40esimo anniversario della bomba del 12 dicembre. Ma ora 47 anni senza verità giudiziaria sono davvero troppi per continuare a sperare. Anche perché il tempo che passa trascina con sé gli ultimi protagonisti di quella ormai lontanissima stagione. 
Il settimanale L’Espresso scrive per esempio che risale ad un anno fa, anche se non era stata resa pubblica, la morte in Angola del padovano Ivano Toniolo, uno dei neonazisti di Ordine nuovo a fine anni ’60, mai indagato per la strage di Milano e proprio per questo - a differenza dei tanti suoi camerati già processati e assolti - ritenuto forse l’ultimo che avrebbe potuto dire qualcosa sulla bomba o al quale qualcosa avrebbe potuto essere contestato. Non sarà più possibile. Anche se proprio quest’estate, nelle motivazioni della sentenza sulla strage di Brescia, che a sorpresa ha condannato all’ergastolo 41 anni dopo i fatti l’ex leader di Ordine nuovo Carlo Maria Maggi (già assolto definitivamente per Piazza Fontana), i giudici hanno di fatto rivalutato la testimonianza Carlo Digilio, il pentito “nero” ritenuto invece per nulla credibile nel processo per la bomba milanese.

Oggi, in ogni caso, la strage del 12 dicembre ’69 - per i giudici da attribuire certamente al gruppo di Ordine nuovo - sarà commemorata ufficialmente in piazza Fontana. Interverranno Carlo Arnoldi, presidente dell’Associazione familiari vittime, il segretario generale della Camera del lavoro Massimo Bonini, il presidente del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo Roberto Cenati e il sindaco Giuseppe Sala. Alle 15.30 in piazza della Scala è previsto il concentramento del corteo con alla testa i gonfaloni dei Comuni, della Regione e della Città metropolitana. Si proseguirà lungo via Santa Margherita, via Mengoni, piazza Duomo (lato destro), via dell’Arcivescovado e piazza Fontana. Per la cerimonia ufficiale, alle 16.30 è previsto l’arrivo delle staffette podistiche da Villasanta e Seregno. Alle 16.37, ora dell’esplosione alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, la posa delle corone e gli interventi conclusivi. 

E sempre oggi le vicende della strage e dei suoi protagonisti, compreso il presunto “mostro” poi assolto Pietro Valpreda, saranno l’argomento del programma tivù “Il Tempo e la Storia”, in onda alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Una vicenda ripercorsa dal professor Giovanni De Luna. A poche ore dalla strage, gli investigatori imboccarono la cosiddetta pista anarchica, che portò al fermo di Giuseppe Pinelli, morto tre giorni dopo precipitando da una finestra della questura e all’arresto dell’ altro anarchico Valpreda, di professione ballerino, inchiodato dalla dubbia testimonianza di un tassista milanese ma alla fine scagionato.