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17 mag 2022

Le intercettazioni sul boss della 'ndrangheta che voleva "prendersi" la Schenker Italia

La costola italiana del colosso tedesco della logistica messa in amministrazione giudiziaria per i rapporti di alcuni manager con Nicola Bevilacqua già condannato per estorsione e associazione mafiosa

17 mag 2022
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Intercettazioni
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"Anche in Schenker, volevano mandare via tutti! E prendersi tutti i posti loro!". Così intercettato nell'ottobre del 2020 il cognato di Nicola Bevilacqua, presunto boss della 'ndrangheta, parlava del parente, marito di sua sorella, e del suo "proposito", come riassumono i giudici di Milano, "di imporsi all'interno" di  Schenker Italiana, assieme al "figlio Giuseppe", e "acquisire quante più attività aziendali possibile".

Lo si legge, secondo quanto riportato da un'agenzia Ansa, nel decreto che ha portato in amministrazione giudiziaria la filiale italiana del gruppo tedesco, colosso della logistica e dei trasporti. L'obiettivo del presunto boss, si legge ancora, era "spinto a livelli tali da essere ormai noto nel settore dell'autotrasporto e da determinare la cattiva fama acquisita dalla ditta di Anna Fiuto", la moglie di Bevilacqua e presunta 'testa di legno'.

Azienda quest'ultima che sarebbe stata il "braccio operativo" del 70enne, il quale nei rapporti con Schenker, scrivono ancora i giudici, "replica lo schema operativo che anni prima aveva assicurato l'assoggettamento omertoso al clan Mancuso degli autotrasportatori operanti nel Vibonese e nel Lamentino», ossia "quello di 'mandare via tutti e prendersi tutti i postì" anche con "attività estorsive". Estorsioni per le quali è già stato condannato in via definitiva, così come per associazione mafiosa

Sempre secondo quanto riportato dall'Ansa, i magistrati parlano di una "condotta quanto meno gravemente negligente, per omesso controllo" da parte di alcuni dirigenti di Schenker Italy i giudici della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano nel provvedimento con cui oggi hanno posto in amministrazione giudiziaria la costola italiana del colosso mondiale della logistica integrata ora di proprietà delle ferrovie tedesche Deutsche Bahn.

Come si legge nel provvedimento dei giudici Rispoli-Cernuto-Spagnuolo Vigorita, gli "esponenti della società muniti di potere decisionale (...) hanno intessuto e mantenuto stabili rapporti d'affari con Nicola Bevilacqua, agevolandone l'attività, benché questi sia stato condannato irrevocabilmente per associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso" e 2sia stato - prosegue il decreto - sottoposto a misure di prevenzione personali (..) e patrimoniali" e pure "dichiarato delinquente abituale e sottoposto alla libertà vigilata dal 2008".

Bevilacqua, 70 anni, è indagato dai pm di Milano per intestazione fittizia dell'impresa di autotrasporti alla convivente Anna Fiuto. Impresa aperta immediatamente dopo la confisca dell'azienda di cui era titolare a causa dei procedimenti penali e che avrebbe gestito di fatto ottenendo lavori in subappalto da Schenker Italy. Quest'ultima, pur non essendo indagata, come non lo sono nemmeno i suoi dipendenti, si è vista commissariare ossia, per dirla in modo tecnico affiancare un amministratore giudiziario per la "rimozione dei fattori inquinanti" e la "bonifica dei contesti inquinati, previa analisi» di tutte le sedi italiane «per verificare se esistano altre forme di infiltrazione". 

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