Scala, un mese per scegliere il nuovo sovrintendente: Meyer verso l’addio. Ecco chi potrebbe prendere il suo posto

Milano, sull’ipotesi proroga non è ancora calato il sipario. Il Consiglio d’amministrazione deve mettere insieme una rosa di candidati entro fine gennaio

Dominique Meyer

Dominique Meyer

È scattata la corsa alla sovrintendenza della Scala. Ai nastri di partenza c’è anche l’attuale numero uno di via Filodrammatici Dominique Meyer, che ha il contratto in scadenza a metà febbraio del 2025, anche se i bookmakers del Piermarini danno in netto ribasso le chance di una riconferma per altri cinque anni. Tuttavia, non è ancora detto che il suo nome non possa riemergere per una mini proroga fino al 2026 nel caso in cui le trattative sottotraccia delle prossime settimane non dovessero individuare un profilo condiviso da tutto il Cda. Andiamo per ordine. Ieri, al termine della riunione che ha approvato il previsionale di bilancio del 2024 e visionato il programma triennale fino al 2026, i membri del board hanno iniziato a confrontarsi su chi sarà chiamato a guidare il teatro dal 2025 in avanti. Il Governo ha espresso un’idea chiara: cambiare. I soci privati, che pesano non poco in fatto di contributi e sponsor, sarebbero invece per la continuità.

Il sindaco-presidente Giuseppe Sala deve cercare una sintesi, non proprio un’impresa facile. In ogni caso, il Consiglio d’amministrazione ha deciso di darsi un mese di tempo, fino a fine gennaio, per mettere insieme una rosa di candidati che comprenda anche Meyer. In realtà, sono due, non una, le figure da cercare: un sovrintendente e un direttore artistico, visto che i consiglieri si sono detti a favore della separazione degli incarichi. "È vero – ha spiegato Sala – che il Governo dà indicazioni di un cambiamento, ma bisogna tener conto dell’opinione di tutti. Se ognuno resta su posizioni rigide, si è in una situazione di stallo, ma il ministro Sangiuliano è persona con cui si ragiona". Detto questo, ha aggiunto, se si decidesse di salutare Meyer, bisognerebbe rimpiazzarlo (l’avviso ai naviganti) con "un’alternativa solida". Il nome che circola da tempo, fatto pure ieri, è quello di Fortunato Ortombina, sovrintendente della Fenice con un passato alla Scala (da coordinatore della direzione artistica dal 2003 al 2007).

Detto che Carlo Fuortes pare destinato al Maggio Fiorentino, si fa con insistenza il nome di Salvatore Nastasi, ex dg del Ministero dei Beni culturali e attuale presidente Siae. E altri competitor potrebbero emergere a breve. Basterà un mese per la "ricognizione in Italia e all’estero"? Le premesse dicono "no". Se la mediazione fallisse, a quel punto si rifarebbe strada l’ipotesi proroga di Meyer. Che intanto, come al solito, ha fatto i compiti a casa, presentando le prossime stagioni quasi complete: dentro ci sono la conclusione della tetralogia di Wagner diretta da Christian Thielemann, una nuova opera di Francesco Filidei ispirata al Nome della rosa di Eco, il ritorno di Norma con Fabio Luisi sul podio, una Carmen griffata Damiano Michieletto e una Traviata allestita da Mario Martone. 

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