MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

San Siro, polemica sui referendum. L’idea? Gara sul futuro del Meazza

Mariani: entro luglio l’ok ai due quesiti. Il dibattito pubblico li cancella? Pronto a incatenarmi in Comune. Corbani: sì a un bando internazionale per trasformare lo stadio. Trotta: servono copertura e prato retrattile

Il dilemma sul futuro di San Siro continua a tenere banco in città

Il dilemma sul futuro di San Siro continua a tenere banco in città

Milano - Un dibattito pubblico – probabilmente in estate – e due referendum – non prima della primavera 2023 – per decidere il futuro di San Siro. Strumenti che si sommano, anche se da Palazzo Marino filtrano voci che raccontano che il dibattito pubblico potrebbe cancellare di fatto il referendum abrogativo, quello che punta a eliminare la delibera della Giunta comunale dello scorso 5 novembre che ha assegnato l’interesse pubblico, seppur condizionato alla diminuzione delle volumetrie da 0,51 a 0,35, al progetto di Milan e Inter di un nuovo stadio a San Siro. Si è parlato anche di questo intreccio di strumenti partecipativi ieri al cinema Anteo all’assemblea del Comitato Sì Meazza coordinato dall’ex vicesindaco Luigi Corbani, dal fondatore di Barley Arts Claudio Trotta e la coordinatrice del comitato dei residenti di San Siro Gabriella Bruschi.

All’assemblea di Sì Meazza c’era anche l’ex candidato sindaco e promotore dei referendum su San Siro Gabriele Mariani: "Attendiamo con fiducia il via libera ai nostri due quesiti, la scadenza per la risposta del collegio dei garanti è fissata entro fine luglio. Rispettando quanto prevede lo statuto comunale, abbiamo contattato i garanti prima di presentare i quesiti referendari e loro ci hanno fatto alcune richieste di modifica e aggiustamento dei testi, che noi abbiamo seguito. In via informale ci è stato già detto che le due proposte referendarie, per le quali abbiamo presentato 1.400 firme rispetto alle 1.000 richieste, sono conformi".

Mariani aggiunge che "se ci sarà dato l’ok dal Collegio dei garanti, dovremo presentare 15mila firme in quattro mesi per far votare il referendum abrogativo e quello propositivo. Il primo prevede la cancellazione della delibera del 5 novembre 2021, il secondo propone di conservare e riqualificare il Meazza". Esiste la possibilità che il dibattito pubblico possa rendere inutili uno o entrambi i referendum? Mariani è netto: "Che ci provi, il Comune, a cassarli. Forniremo risposte più o meno educate. E io sono pronto a incatenarmi davanti a Palazzo Marino".

Corban , intanto, ribadisce che il dibattito pubblico che potrebbe essere avviato a luglio "è uno spreco di risorse, ben 245mila euro, perché il confronto dovrebbe istruito in Consiglio comunale e nei Municipi" e conferma che nel caso in cui si vada avanti senza puntare sull’assemblea di Palazzo Marino "faremo un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale". L’obiettivo di Sì Meazza è che "il Comune dichiari ufficialmente che non può essere prevista nessuna demolizione dell’attuale stadio". L’ex vicesindaco ipotizza "una gara internazionale per la gestione e l’ammodernamento del Meazza dopo le Olimpiadi 2026". Trotta, di professione promoter, propone di trasformare San Siro "in uno stadio a 360 gradi, con copertura movibile e prato retrattile dove ospitare rugby, calcio femminile e concerti. Il Meazza può sopravvivere anche senza Milan e Inter".