Gli operai sono intervenuti con una soluzione tampone per evitare il passaggio dei tossici (Newpress)
Gli operai sono intervenuti con una soluzione tampone per evitare il passaggio dei tossici (Newpress)

Milano, 23 novembre 2018 - La guerra del muro continua. Gli operai rattoppano. I pusher sfondano. Siamo in via Orwell, all’ingresso della piazza di spaccio alternativa al boschetto dell’eroina di via Sant’Arialdo a Rogoredo. Nei giorni scorsi, vi avevamo raccontato sul Giorno del danneggiamento della barriera di cemento che impedisce l’accesso alla spianata: la reazione dei pusher alla stretta sui controlli imposta dalla Prefettura e alla chiusura del cancello di un deposito Fs, fino a poco tempo fa porta d’accesso per decine di tossicodipendenti a caccia di una dose di «nera». martedì 20 novembre, alle 11, gli operai di Milano Serravalle, competente per quel tratto di strada, hanno coperto il buco. Un’ora dopo, qualcuno è arrivato e ha buttato giù i mattoni appena sistemati, riaprendo così un pertugio. Ieri mattina si è ripetuta la scena: gli addetti sono tornati sul posto per rifare il lavoro; fino al tardo pomeriggio, la barriera era ancora integra (in molti hanno aggirato l’ostacolo scavalcando il cancello), ma non è detto che abbia retto alla notte appena trascorsa. Una cosa è certa: lo smercio di droga a buon mercato continua pure in via Orwell. Con una differenza rispetto al passato: gli spacciatori si sono spostati più a sud, verso San Donato Milanese, per vanificare l’effetto deterrente generato dall’altro muro, quello costruito da Rfi lungo i binari dell’Alta velocità proprio per togliere le vie di fuga ai pusher.

Chi frequenta quotidianamente la zona di Rogoredo ha notato nell’ultima settimana passaggi più frequenti da parte delle pattuglie di polizia locale ed Esercito, che fanno la spola tra via Orwell e via Sant’Arialdo, dall’altra parte del cavalcavia; una presenza che si va ad aggiungere a quella degli agenti del commissariato Mecenate e dei carabinieri della stazione Romana Vittoria e della Compagnia Monforte, da anni in prima linea nella trincea del boschetto.

L’impressione è che le istituzioni abbiano deciso di risolvere il problema una volta per tutte, come più volte affermato dal prefetto Renato Saccone. La riunione di qualche giorno fa a Palazzo Diotti con il sindaco Giuseppe Sala e il governatore Attilio Fontana è servita a predisporre un piano di interventi in grado di coniugare repressione dello spaccio, riqualificazione dell’area e maggiore attenzione all’aumento del consumo di stupefacenti tra i ragazzi. Una missione tutt’altro che facile da portare a termine. E quel buco nel muro è lì a ricordare che serviranno impegno e perseverenza per battere chi ha trasformato una zona verde degradata e un’enorme radura sotto i piloni dell’autostrada in un formidabile mercato che fattura utili da capogiro.