Milano, 19 ottobre 2017 - Mancano pochi giorni al referendum sull'autonomia in Lombardia, in programma domenica 22 ottobre. Sono sette milioni e 700mila i cittadini lombardi chiamati alle urne per il referendum consultivo. Seggi aperti dalle 7 alle 23 in circa 3.300 edifici nelle 12 province della regione. 

Referendum sull'autonomia in Lombardia, si vota il 22 ottobre (Newpress)

IL QUESITO - Questo il testo della domanda che domenica prossima gli elettori troveranno sulla scheda elettronica: "Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato?".

IL VOTO ELETTRONICO - I cittadini che intendono votare devono recarsi al proprio seggio, come nelle altre consultazioni. Qui troveranno la novità tecnologica che debutta proprio con il referendum lombardo: il voto elettronico. Niente matita e scheda cartacea ma tablet.  Per votare occorre presentarsi al seggio con la carta d'identità; la tessera elettorale serve soltanto per individuare il seggio. Gli elettori avranno davanti un tablet. La prima schermata presenta la scritta 'Inizia'. Si clicca su quel tasto e poi con un tocco si può scegliere fra tre opzioni: 'Sì', 'No' e 'Scheda bianca'. Ancora, la schermata successiva presenta due possibilità: 'Vota' o 'Cambia'. "Hai votato. Operazione terminata. Il sistema uscirà automaticamente entro 5 secondi": è questa l'ultima fase del voto.

Un tablet per il voto elettronico

 

 

 

 

 

 

IL NODO AFFLUENZA - Non è previsto un quorum ma domenica sarà anche il momento del bilancio sul tasso di affluenza. Maroni ha ribadito che il 34% che ha indicato ieri, sulla base della partecipazione al referendum del 2001 sulla riforma del Titolo V, resta una soglia ideale. Una soglia che ha sollevato le polemiche da parte del Pd: "Ora Maroni dice che sarà soddisfatto se andrà a votare almeno il 34% dei lombardi come al referendum del 2001 - ha detto Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd  -. L’asticella scende sempre di più. Ma la verità è evidente a tutti: un’affluenza sotto il 50% sarebbe un vero flop per Maroni".

I TABLET - Pronti 24mila tablet e settemila "assistenti digitali" che si alterneranno su due turni, per risolvere eventuali problemi tecnici. Dopo il voto ci sarà anche da lavorare al destino proprio dei 'tablet' usati per il voto elettronico. La Regione, anche di fronte alle polemiche sui costi sollevate dal Pd, ha promesso che saranno messi a disposizione delle scuole.