MONICA AUTUNNO
Cronaca

Protesta degli inquilini Aler: "Le nostre case sono marce"

Melzo (Milano), nelle case popolari di corso Europa, via Belgio e via Aldo Moro infiltrazioni d’acqua e finestre rotte: "Fondi del Pnrr spesi per cappotti e vernice"

Protesta degli inquilini Aler : "Le nostre case sono marce"

Protesta degli inquilini Aler : "Le nostre case sono marce"

Melzo (Milano) – "Fondi del Pnrr spesi a ‘spot’ per cappotti e tinteggiature. Ma dentro le nostre case restano marce". Ritrovo e protesta sotto i portici del quartiere Aler di corso Europa a Melzo, tre condomini per una trentina di inquilini ciascuno. Altri quartieri di case popolari sono, in città, in via Belgio e via Aldo Moro, con problemi analoghi. Alle problematiche ultradecennali di degrado, già denunciate negli anni passati in più di un presidio, si è aggiunta l’eredità del nubifragio del 23 luglio scorso, danni evidenti e ancora in attesa di quantificazione e risarcimento. "La situazione è grave in tutte le case popolari della regione - così Fabio Cochis, referente d’area del Sicet, promotore dell’incontro dell’altro pomeriggio -. Intanto, solo il 5% di chi fa domanda riesce a ottenere un alloggio, a dispetto di un mercato libero ormai inavvicinabile. E poi l’eterno problema manutenzioni. Gli interventi ci sono, ma solo a pezzi, o meglio a ‘pezze’. Nei prossimi giorni avremo un incontro sul tema a Sesto San Giovanni. Ma la sensazione è che sia in atto una dismissione".

Sul referente Sicet la carica degli inquilini, ciascuno con la sua foto e la sua magagna: infiltrazioni d’acqua a ogni pioggia, infissi d’annata, tetti rifatti ma già colabrodo, in alcuni casi le finestre e le tapparelle ancora rotte dalla grandine di luglio, "chi ha riparato lo ha fatto sborsando soldi di tasca propria". "Mio padre ha sempre ‘rappezzato’ le infiltrazioni d’acqua da solo, ma ora è molto anziano. Abbiamo alle spalle anni di Pec. La grandinata ha completato il quadro, un disastro". "Guardi: l’autoclave non funziona, un po’ d’acqua e si allaga tutto".

I soldi dal Pnrr hanno consentito dunque qualche migliorìa a macchia di leopardo: qualche cappotto, tinteggiature degli spazi comuni, qualche caldaia sostituita. "Il tema è doppio - così Rosanna Conti, sempre Sicet -: non si risolvono le problematiche storiche e non si comprendono i criteri delle assegnazioni di fondi e dei lavori. O meglio, a noi non li spiegano". Molti gli anziani: "Ho sempre pagato - alza il dito uno di loro - ma inizio a pensare che l’unica sia bloccare l’affitto".