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5 mag 2022

Milano, violentò una giovane parrocchiana: prete sospeso per 5 anni

Prima volta: consentita dal tribunale ecclesiastico la presenza di un avvocato a fianco della vittima in aula

5 mag 2022
andrea gianni
Cronaca
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Un prete (foto di repertorio)
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Un prete (foto di repertorio)

Milano, 5 maggio 2022 - «Lo può sapere bene chi come me, in prima media, affidata come tanti altri bambini dai propri genitori alle sue cure durante i campeggi estivi, lo vedeva togliersi la maschera da prete integerrimo la notte, quando veniva a trovarmi nel mio sacco a pelo". Con queste parole, nel 2020, una donna accusò l’allora parroco di Inzago, don Alberto Lucchina, di averla violentata negli anni Novanta, quando era un giovane sacerdote nel Varesotto. Il procedimento davanti al Tribunale ecclesiastico della Lombardia nei confronti del religioso, che si è autosospeso quando la lettera della donna è stata pubblicata dall’associazione Rete L’Abuso e larcidiocesi di Milano ha avviato un’indagine, si è concluso con una condanna a cinque anni di esercizio del sacerdozio solo presso una casa di riposo per anziani, con sospensione dalle attività con minori.

Ascoltata dal Tribunale ecclesiastico la donna, assistita dall’avvocato Daniela Cultrera, ha confermato le violenze sessuali. E il procedimento ha segnato anche un inedito, dal punto di vista giuridico. "Per la prima volta è stato concesso alla nostra assistita la presenza di un nostro avvocato ad affiancarla – spiega Francesco Zanardi, fondatore dell’associazione che si occupa di abusi sessuali in ambienti ecclesiastici – mentre in altri casi chi ha subito le violenze si è trovato solo in aula, senza neanche un supporto". Le decisione di sospendere don Alberto Lucchina per cinque anni "conferma la credibilità della vittima e la veridicità di quanto raccontato nella denuncia".

Anche il fratello di don Alberto, il sacerdote milanese don Maurizio Lucchina, è accusato di abusi sessuali, nei confronti di un’altra donna. Episodi non collegati fra loro. Il caso è approdato in Procura, dopo che la vittima ha denunciato episodi risalenti al 2016. Il pm ha chiesto l’archiviazione, in quanto la denuncia è stata presentata oltre il limite temporale. Istanza alla quale si è opposto il legale della donna che ha chiesto l’imputazione coatta del sacerdote 65enne, indagato per violenza sessuale.

 

 

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