L'ingresso in un asilo
L'ingresso in un asilo

Vaprio d'Adda, 19 gennaio 2018 - Multe per chi si “scorda” i bambini all’asilo. Simboliche, più che salate (10 euro la prima ora, 20 se si va oltre), ma sufficienti per accendere i riflettori sul caso che coinvolge la scuola dell’infanzia Diaz a Vaprio. Da mesi, un gruppetto di genitori recidivi si dimentica di avvisare le educatrici che sforerà, lasciando “parcheggiati” i piccoli. La situazione è arrivata al punto che Comune e istituto hanno deciso di mettervi un freno.

«Purtroppo, di questi tempi, l’unica campana a cui si è sensibili è il denaro», dice Evelina Cavenago, assessore all’Istruzione, regista della svolta. L’occasione per scrivere la circolare è stata offerta dalla richiesta di creare un servizio cura dopo le lezioni anche alla primaria, oggi inesistente. Il post-scuola diventerà operativo se ci saranno almeno 10 richieste, ma pare che i numeri siano già più che sufficienti. «Nello stendere il nuovo regolamento, abbiamo deciso di intervenire sull’andazzo che da tempo coinvolge i più piccini».

Costretti, alle 16, ad assistere a saluti fra compagni e parenti che se li vengono a riprendere, puntuali come orologi svizzeri, mentre loro sono lì ad aspettare. Il brutto vizio finisce non solo per ferire chi subisce gli impegni dei grandi, ma pure per creare inevitabili problemi di disorganizzazione: «Le educatrici, pur non sapendo di dovere allungare l’orario, si fermano ugualmente, dimostrando, loro sì, senso di responsabilità». A vivere “l’incertezza psicologica” del rientro è il 5 per cento dei bimbi, gli iscritti sono 250.

Numeri più modesti rispetto ai morosi della refezione, ma anche lì, i ritardi nei pagamenti, in parecchi casi, non erano dovuti certo a indigenza. La soluzione messa in campo per invertire la rotta, offre a mamme e papà smemorati la possibilità di rimettersi in carreggiata. Prima che scattino le sanzioni, potranno sgarrare tre volte. Alla quarta, però, non ci saranno santi, e si vedranno appioppare l’obolo. Comune e scuola terranno un registro ciascuno per annotarsi virtuosi e trasgressori. «Una sorta di osservatorio per aiutarci a intervenire tempestivamente, quando è necessario», spiega l’assessore. L’obiettivo? «Il benessere dei bambini, ovviamente, a 360 gradi».