Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano,11 dicembre 2015 - “La partecipazione di Maria Grazia Paturzo al viaggio a Tokyo nell’ambito di Expo, era legato esclusivamente al piacere personale di Roberto Maroni“. Lo scrive il Gup di Milano nelle motivazioni alla sentenza con la quale ha condannato a 4 mesi l’ex direttore generale di Expo Christian Malangone. Malangone è stato condannato a 4 mesi di carcere nel processo col rito abbreviato in cui era accusato di induzione indebita, mentre la societa’ Expo2015 era stata assolta dall’accusa di avere violato la legge 231 del 2001 sulla responsabilita’ degli enti. L’accusa per Malangone era relativa al viaggio a Tokyo previsto per il 2 giugno 2014 organizzato per promuovere Expo.

Maroni avrebbe voluto, stando alla ricostruzione della Procura accolta dal giudice, che la societa’ pagasse il viaggio alla sua ex collaboratrice Maria Grazia Paturzo (nel frattempo diventata collaboratrice di Expo con un contratto di due anni) ma la richiesta fu negata in quanto la donna non avrebbe avuto i titoli per prendervi parte. Dopo il rifiuto, Maroni avrebbe rinunciato alla trasferta preferendo un viaggio istituzionale a Berna e la delegazione della Regione in Giappone fu guidata da Mario Mantovani, all’epoca vicepresidente della Giunta. L’"ingerenza” di Roberto Maroni che si sarebbe esplicitata nel decidere di portare Maria Grazia Paturzo a Tokyo “appare del tutto arbitraria ed esorbitante rispetto al potere conferitogli e alla sua qualita’” di presidente della Regione Lombardia, scrive il gup di Milano. 

“La qualità di Presidente è stata strumentalizzata per ottenere quanto desiderato, ovvero la compagnia della Paturzo nel viaggio all’estero", scrive il gup di Milano Chiara Valori nelle motivazioni alla sentenza. Per il pm di Milano Eugenio Fusco, Roberto Maroni e Maria Grazia Paturzo sarebbero stati legati da “una relazione affettiva” e, per questo, il Governatore avrebbe insistito per portarla a Tokyo.

Certe motivazioni, sono completamente estranee al diritto e vengono rese per di piu’ in un processo in cui il Presidente Roberto Maroni non e’ parte. Il Presidente ha liberamente scelto di andare a processo prima possibile, senza passare da una udienza preliminare. Confido che il Tribunale di  Milano, accertera’ la verita’, con argomenti di diritto e non di gossip”. Lo dice Domenico Aiello avvocato del presidente di Regione Lombardia in merito alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna del dg di Expo Cristian Malangone. 

(Agi)