"Maltrattamenti sui bimbi dell’asilo". A giudizio direttrice e 5 educatrici

Vanzago, il processo si aprirà il 14 maggio. La gup ha ammesso come parti civili i genitori di 22 piccoli

Avrebbero picchiato, umiliato e insultato i bambini da 0 a 3 anni a loro affidati. Ieri l’ex direttrice e titolare dell’asilo nido Baby in Wonderland di Vanzago e le cinque maestre sono state rinviate a giudizio con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Lo ha deciso la gup Daniela Cardamone che ha anche ammesso come parti civili i genitori di 22 bambini, la maggior parte dei quali rappresentati all’avvocato Luca Dellacasa dello studio Borella&Pantano. Il dibattimento prenderà il via il 14 maggio davanti alla quinta penale del Tribunale in composizione collegiale. Le sei imputate, tutte italiane di età compresa tra i 26 e i 43 anni, erano state raggiunte dalla misura interdittiva della sospensione per un anno dalla professione il 28 gennaio 2023.

Le indagini dei carabinieri di Legnano, coordinate dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Maria Cardellicchio, erano partite nella primavera del 2022 dalle segnalazioni di alcune studentesse dell’istituto tecnico Puecher Olivetti di Rho, che avevano svolto uno stage in quei mesi. Dopo quella denuncia gli investigatori avevano messo le telecamere all’interno delle due strutture. Secondo quando ricostruito, le educatrici e l’ex titolare della struttura avrebbero avuto atteggiamenti non solo violenti, ma anche di “sopraffazione“ e di una non indifferente crudeltà mischiata a dileggio verso i bambini. Le sei imputate, secondo il capo di imputazione, avrebbero preso i bambini e li avrebbero "sbattuti per terra per farli stare seduti" e avrebbero lanciato contro di loro ciabatte, quadrotti di spugna, palline di plastica. Li avrebbero derisi quando a fatica (perché avevano appena imparato a camminare) non riuscivano a raggiungere le palline lanciate dalle insegnanti. Inoltre, a causa del "sovrannumero dei bambini" per classe, erano in 30, sette in più rispetto a quanto autorizzato da Ats, quando arrivava l’ora del sonnellino, alcuni venivano messi a dormire nei lettini nella “stanza per la nanna“, altri invece sarebbero stati sistemati nei bagni con le culle, e altri ancora sui materassi nel salone. E poi li svegliavano sollevandoli bruscamente dai fianchi e mettendoli in piedi. I bambini più piccoli, in alcuni casi, sarebbero stati lasciati piangere, senza essere calmati e consolati, anzi sarebbero stati sgridati e spaventati ancora di più. E poi, tra l’altro, a un bambino di circa un anno una delle educatrici avrebbe sferrato in pieno volto una gomitata così forte da provocargli una ferita al labbro.

Le indagate hanno sempre respinto le accuse sostenendo che le denunce delle studentesse tirocinanti sarebbero state la risposta alle valutazioni negative ricevute al termine degli stage nell’asilo nido di Vanzago.

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