Il sindaco Giuseppe Sala (NewPress)
Il sindaco Giuseppe Sala (NewPress)

Milano, 2 febbraio 2019 - «La lite su Macao? Invito la mia maggioranza a cercare di limitare le polemiche e di non dare pretesti ad altri». Il tono è soft, ma il richiamo è netto. Al sindaco Giuseppe Sala non è piaciuto quanto accaduto giovedì sera in Consiglio comunale, con consiglieri di maggioranza e di opposizione che sono venuti quasi alle mani sul caso del centro sociale abusivo. In aula era in discussione la delibera sulla proroga del Fondo immobiliare Comune di Milano II in cui erano state inserite e poi tolte le Palazzine Liberty occupate abusivamente dai «macachi». La lite è scoppiata dopo che la delibera è stata votata. Sì, perché invece di un ordine del giorno concordato da centrosinistra e centrodestra sul caso Macao ne è spuntato un altro, firmato dalla capogruppo di Milano progressista Anita Pirovano, che lasciava sulla sfondo la richiesta di ripristinare la legalità e chiedeva a Sala di dialogare con Macao per non disperdere il lavoro svolto fino a oggi.

Apriti cielo. I consiglieri di centrodestra, in primis Pietro Tatarella (FI), Matteo Forte (Mp) e Alessandro Morelli (Lega), hanno accusato il capogruppo del Pd Filippo Barberis di aver tradito l’accordo preso sull’odg bipartisan e si sono scagliati contro il presidente della commissione Antimafia David Gentili (Milano progressista), accusato di non volere il rispetto della legalità. Rissa sfiorata. Il giorno dopo, Sala prova a gettare acqua sul fuoco: «Noi eravamo in dialogo con Macao. Mi sembra che in aula si sia scivolato un po’ su qualche polemica di troppo». Prima ancora del richiamo del sindaco, il capogruppo del Pd Filippo Barberis, in una nota, commentava: «Riteniamo molto grave quando accaduto ieri (giovedì, ndr) in aula, una situazione che si è venuta a creare, purtroppo, anche per responsabilità di una parte della maggioranza». I consiglieri della lista Sala Marco Fumagalli, Elisabetta Strada, Franco D’Alfonso ed Enrico Marcora rincarano la dose: «Il nostro gruppo non ha preso parte al gioco politico fatto da altre forze anche della maggioranza, anzi ne ha preso le distanze: manovre di bassa cucina che fanno perdere credibilità all’assemblea cittadina». Il capogruppo di FI Fabrizio De Pasquale, infine, attacca la maggioranza di centrosinistra: «È stata tradita la parola data e, ciò che è più grave, lo si è fatto per proteggere gli affari di un piccolo gruppo di facinorosi che da sei anni occupa illegalmente».