La svolta del Mufoco. Multimediale e rinnovato “Fotografia” della cultura

I lavori appena terminati grazie al Pnrr, gli spazi rivisti e il maxi schermo. Ampliamento al piano nobile di Villa Ghirlanda, il presidente: non era scontato.

La svolta del Mufoco. Multimediale e rinnovato “Fotografia” della cultura

La svolta del Mufoco. Multimediale e rinnovato “Fotografia” della cultura

Spazi rinnovati e più accessibili, grazie al Pnrr, con un maxi schermo multimediale che racconta eventi in corso, collezioni e archivio non appena si varca l’ingresso del Mufoco. Il Museo di Fotografia Contemporanea, l’unico in Italia, ha riaperto nei giorni scorsi in occasione dei 20 anni di fondazione e si appresta a vivere una nuova stagione col titolo di "museo nazionale". Collezione da oltre 2 milioni tra stampe in bianco e nero e a colori, diapositive, negativi, video, installazioni di mille italiani e stranieri, la biblioteca conta 20mila volumi. Un patrimonio incredibile, costituito dal 2000 grazie a donazioni e acquisizioni. "Ma l’imprinting del Mufoco va oltre la conservazione e l’esposizione della fotografia - commenta il poeta Davide Rondoni, presidente da giugno 2022 -. Occuparsi di fotografia oggi significa occuparsi della verità, che è l’acqua che fa andare avanti la vita. La società rischia di paralizzarsi, perché è stordita dall’uso menzognero dell’immagine. Ci occupiamo di un museo, che non vuole essere un vezzo di periferia, ma che vuole andare a mordere un tema fondamentale. O se ne ha contezza o si fa un giochino e noi non siamo qui a giocare". Il Mufoco riapre rinnovato, con 500mila euro di investimento, "e con la fiducia del lavoro di questi anni che ci ha permesso di avere sul tavolo un accordo di collaborazione e valorizzazione con il Ministero con l’auspicio che presto arrivino le firme per far cambiare nome sul totem". Dove comparirà quello di Museo Nazionale. "Dal pensare a una sede fuori Cinisello dentro la Triennale, oggi Cinisello è al centro del Paese per quello che riguarda la fotografia contemporanea - sottolinea Rondoni -. L’accordo finalmente valorizza il museo, ma per noi non significa solo una cerimonia in villa per persone annoiate".

Il piano nobile di Villa Ghirlanda, che a maggio festeggia i 50 anni di apertura al pubblico, diventerà tutto targato Mufoco. "Il Comune ci ha messo a disposizione ulteriore spazio: non era scontato. Abbiamo rischiato insieme alle istituzioni e iniziato una nuova avventura culturale. Siamo stati i primi in Italia a mettere a terra un progetto Pnrr legato ai musei. Avere persone che ti seguono in un rilancio, in un Paese avvilito come l’Italia, non è banale. La cultura mostra che nessuno è autonomo ma vive in relazione agli altri. Lo scopo massimo della società è capire che dipendiamo gli uni dagli altri e non il sogno malefico dell’uomo autonomo e indipendente che non deve chiedere mai".

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