SI.BA.
Cronaca

La ricerca della Bicocca: donne tech e stakanoviste ma con carriere al palo. Soprattutto se sono madri

Lo studio dell’ateneo conferma in negativo le discriminazioni di genere. Registrata la disparità salariale per sette professioniste su dieci. Molte le difficoltà soprattutto per chi lavora full-time, ha figli ed è single

La ricerca della Bicocca. Donne tech e stakanoviste ma con carriere al palo,soprattutto se sono madri

La ricerca della Bicocca. Donne tech e stakanoviste ma con carriere al palo,soprattutto se sono madri

Preparate, stakanoviste, ma discriminate, soprattutto se madri. Le donne che lavorano nel mondo della tecnologia faticano a ottenere un riconoscimento salariale e di carriera: oltre il 70% dichiara di aver percepito o esperito un trattamento salariale diverso rispetto ai colleghi uomini.

È quanto emerge da un’indagine condotta dall’Università di Milano-Bicocca e Women&Tech ETS - Associazione Donne e Tecnologie. I risultati sono stati presentati all’Università di Milano-Bicocca all’evento ‘Donne e STE(A)M. Tra passato e futurò. Tra le ospiti anche la "signora delle comete" Amalia Ercoli Finzi, professoressa emerita del Politecnico di Milano nonché prima donna in Italia a essersi laureata in ingegneria aeronautica. L’indagine ha coinvolto quasi 200 professioniste delle aziende associate a Women&Tech Ets che lavorano in realtà ad alta intensità lavorativà (il 70% nel Settore Tech, Software e Internet), tra i 30 e 45 anni (46,9%) e laureate (62%).

In particolare, il 30% è in possesso di un titolo di studio in discipline Stem e il 24,6% ha conseguito uno o più master. Dal punto di vista dell’onere lavorativo medio giornaliero, quasi il 40% delle partecipanti dichiara un impegno pari a 9 ore e 50 minuti, al quale si aggiungono straordinari e trasferte. Il 42% del campione si dichiara abbastanza soddisfatta del proprio lavoro, il 12% molto soddisfatta e il 29% soddisfatta. Il 53% delle intervistate ha figli, il 20% è genitore single. Le madri che lavorano full-time e le madri single sono quelle che esprimono maggiori difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia e maggiore fatica a godere di tempo libero.

Significativo il fatto che la quota di lavoratrici a orario ridotto presente nel campione (10%) sia composta per il 90,5% da donne madri e che in questo gruppo non si registri la presenza di donne che ricoprono ruoli apicali.

Oltre alla diffusa percezione di ineguaglianze a livello salariale, il 51,4% delle professioniste dichiara che accade ‘spessò o ‘semprè di percepire maggiori difficoltà nell’ottenere credibilità e riconoscimento rispetto ai colleghi uomini. Sebbene il 37% delle professioniste dichiari una progressione di carriera negli ultimi 5 anni, il 19,5% ritiene che il suo genere abbia spesso giocato un ruolo negativo nel vedersi accettare una possibilità di miglioramento di carriera.

Preparate, quindi, dedite al lavoro anche in termini orari, ma la maggior parte di loro fatica a ottenere un riconoscimento salariale e di carriera.

"L’Università di Milano-Bicocca ha da sempre mostrato un grande interesse al tema delle carriere femminili, sia nell’ambito accademico che in quello professionale - ha detto Patrizia Steca, presidente del Comitato Unico di Garanzia di Milano-Bicocca -. L’ateneo è impegnato in un monitoraggio costante delle scelte del percorso universitario. Queste mostrano ancor oggi un significativo sbilanciamento di genere: i ragazzi sono molto più presenti nei corsi di laurea a carattere scientifico e tecnologico, mentre le ragazze scelgono maggiormente percorsi umanistici ed educativi. Una situazione simile è osservabile nella composizione dei nostri Dipartimenti. Nonostante siano ravvisabili dei miglioramenti, è evidente come sia importante lavorare ancora nel sostenere scelte che vadano oltre i tradizionali stereotipi di genere. La possibilità di collaborare con realtà esterne, come Women and Tech – ETS, è un’occasione per conoscere maggiormente i contesti aziendali e le sfide che questi pongono soprattutto alle giovani donne. Questo ci consente di avere informazioni preziose anche al fine di migliorare i nostri percorsi di formazione, di orientamento e di job placement".

L’indagine presentata ha dedicato un focus specifico alla tematica “donne e tecnologia” con l’obiettivo di raccogliere informazioni e dati sulle esperienze delle lavoratrici all’interno del network di aziende e persone associate. In particolare, sono state analizzate cinque dimensioni: genere e settore ICT; soddisfazione lavorativa; armonizzazione delle sfere di vita; gap di genere percepiti e possibili misure a contrasto.

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