ALESSANDRA ZANARDI
Cronaca

In corsia 1.201 infermieri: "Ma ne servirebbero ancora una centinaio. Il reclutamento è aperto"

Enrico Ballerini, direttore delle professioni sanitarie nell’Asst Melegnano

In corsia 1.201 infermieri: "Ma ne servirebbero ancora una centinaio. Il reclutamento è aperto"

In corsia 1.201 infermieri: "Ma ne servirebbero ancora una centinaio. Il reclutamento è aperto"

Nell’Asst Melegnano e Martesana lavorano 1.201 infermieri, distribuiti fra ospedali, ambulatori e case di comunità. In un contesto generale che vede la carenza di infermieri come un problema cronico, ne mancherebbero almeno un centinaio per soddisfare appieno i bisogni del gruppo sanitario del Sud-Est Milanese, "perciò puntiamo sulle procedure di reclutamento, dai concorsi all’assegnazione d’incarichi libero-professionali", spiega Enrico Ballerini, direttore aziendale delle professioni sanitarie e socio-sanitarie.

L’occasione per fare il punto su numeri e dinamiche è la giornata mondiale dell’infermiere, che si celebra il 12 maggio. L’Asst Melegnano Martesana ha deciso di festeggiarla con un ampio calendario di appuntamenti in ambulatori e case di comunità. Incontri informativi sui corretti stili di vita e rilevazione dei parametri vitali (pressione, saturazione e battito cardiaco) sono solo alcune delle iniziative che, da domani a martedì, resteranno in agenda in svariati comuni, da Peschiera Borromeo a Gorgonzola, da Binasco a Pioltello, da Vaprio d’Adda a Melegnano (l’elenco completo, con giorni e orari, è disponibile sul sito Internet e la pagina Facebook dell’Asst). "La festa è un modo per ricordare l’importanza di un mestiere che è anche passione e sacrificio. Un lavoro dove sono tanti i fattori in gioco, dalle competenze tecniche agli aspetti umani e relazionali", prosegue Ballerini.

Se la figura dell’infermiere ospedaliero si conferma preziosa nell’organizzazione del lavoro e a supporto delle attività mediche, un elemento di rilievo è anche l’infermiere di comunità, o di famiglia, "che gioca un ruolo chiave nel legame fra ospedali e territorio, per la presa in carico dei pazienti cronici e fragili - entra nel dettaglio il direttore del comparto -. Queste figure garantiscono il legame da un lato coi medici ospedalieri, dall’altro coi medici di medicina generale, gli assistenti sociali e, dove serve, i fisioterapisti. Si recano anche a domicilio, per contatto diretto con caregivers e famiglie".