I filo-putiniani a Milano, incontro sulla Dugina con teorici neofascisti: scatta la protesta Pd

Al convegno del 14 gennaio allo spazio Ritter sulla figlia di Dugin sono attesi volti noti dell’estrema destra come Murelli e Graziani. La dem Quartapelle: in atto una campagna di disinformazione russa.

I filo-putiniani a Milano, incontro sulla Dugina con teorici neofascisti

I filo-putiniani a Milano, incontro sulla Dugina con teorici neofascisti

L’affondo è della parlamentare milanese del Partito democratico Lia Quartapelle, che su X scrive: "Lucca, Modena, Milano. È in atto un’offensiva culturale di associazioni filo-Putin, che si appoggiano ad ambienti di estrema destra o sinistra, per fare disinformazione contro l’Ucraina". E ancora: "In Italia è in atto una campagna di disinformazione russa. Va presa sul serio. Serve mobilitarsi come società civile. E serve che il Governo intervenga". La deputata dem allega al suo post l’appuntamento milanese a cui si riferisce: un incontro in programma domenica prossima, 14 gennaio, alle 17.30 allo Spazio Ritter di via Maiocchi 28, intitolato “Darya Dugina e il Donbass“.

Darya Dugina è la figlia – assassinata in un attentato dinamitardo il 20 agosto 2022 nei pressi di Mosca, mentre, al termine di un incontro culturale, rientrava a casa – di Aleksandr Dugin, filosofo vicino al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, favorevole all’invasione dell’Ucraina e teorico della supremazia di una Russia euroasiatica sull’Occidente. L’obiettivo dell’attentato alla Dugina era proprio Dugin, che all’ultimo momento, invece di salire in auto con la figlia, scelse di salire su un’altra macchina per continuare una conversazione iniziata con un musicista anch’egli partecipante al simposio.

L’incontro organizzato da Vento dell’Est a Milano vedrà come relatori alcuni volti noti dell’estrema destra neofascista: Maurizio Murelli, editore con la sua Aga Editrice delle opere letterarie della Dugina in Italia nonché condannato a 18 anni di reclusione per concorso morale in omicidio nell’ambito del “giovedì nero“ di Milano del 12 aprile 1973 in cui, durante gli scontri tra manifestanti del Msi e forze dell’ordine, morì l’agente di Polizia Antonio Marino, colpito al petto da una bomba a mano; Rossella Maraffino, traduttrice del libro “Liriche“ della Dugina; Eliseo Bertolasi, traduttore del libro “La mia visione del mondo“, sempre della Dugina; Rainaldo Graziani, direttore dello Spazio Corte dei Brut di Gavirate, nel Varesotto, e figlio del leader del Centro Studi Ordine Nuovo e poi fondatore del Movimento Politico Ordine Nuovo Clemente Graziani. L’incontro di domenica sarà introdotto da Marco Battarra (Spazio Ritter).

L’appuntamento milanese è uno degli eventi che a gennaio segneranno la presenza di filoputiani, nel pieno del conflitto con l’Ucraina, anche in altre città italiane.

Il Pd ha già sollevato polemiche sulla mostra-conferenza del 20 gennaio a Modena su “Mariupol. La rinascita dopo la guerra“ che prevede la presenza del console russo Dmitry Shtodin. L’associazione culturale Russia-Emilia Romagna che ha promosso la mostra definisce Mariupol "la città-simbolo della rivolta popolare del Donbass contro la giunta di Kiev". Una settimana dopo, sabato 27 gennaio, l’associazione Vento dell’Est ha annunciato l’evento “Verso un nuovo mondo multipolare“ durante la quale è stato annunciato un intervento in videocollegamento di Dugin.

Da qui le polemiche sugli eventi di Modena e Lucca e il post della Quartapelle che cita l’incontro di Milano. A quanto si apprende, organizzazioni antifasciste e filo-ucraine starebbero organizzando una manifestazione per contestare l’incontro meneghino allo Spazio Ritter.

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