BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Hub di ricerca Olon prima pietra del futuro

Laboratorio pronto fra un anno. Rodano diventa capitale. dei principi attivi conto terzi. Un investimento da 10 milioni

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di Barbara Calderola

Ieri la posa della prima pietra, fra un anno il nuovo hub ricerca e sviluppo di Olon sarà pronto per il taglio del nastro. Rodano diventa così capitale dei principi attivi conto terzi, mercato di elezione del marchio della chimica-farmaceutica che nell’hinterland ha casa madre e nuovi progetti di crescita. Piedi e cuore ben piantati nel territorio e testa in giro per il mondo. Per realizzare l’ottavo laboratorio della propria storia la multinazionale italiana investirà 10 milioni di euro, qui, a regime lavoreranno 50 ricercatori, si aggiungono agli altri 300 già in forza, ma nell’intera galassia aziendale - c’è anche la produzione - i dipendenti sono 2.300, insieme nel 2021 hanno realizzato 580 milioni di dollari di fatturato. Olon, un "nome" nel mondo dei medicinali meno conosciuto dal grande pubblico martellato negli anni della pandemia da case entrate nel quotidiano di tutti per via dei vaccini. Ma dietro alla fama c’è il lavoro di un esercito di esperti. Il progetto che li vede protagonisti prevede team dedicati a nuove tecnologie per sviluppare processi innovativi e sostenibili, si punta alla produzione continua, "uno dei nostri obiettivi - spiega Giorgio Bertolini, vice presidente Ricerca e Sviluppo -. Poi ci sarà l’alta specializzazione, biocatalisi e fotochimica.

Molti programmi saranno realizzati in partnership con le più prestigiose università Italiane e straniere, atenei con i quali abbiamo già collaborazioni che si rafforzeranno attraverso il nuovo centro. Ponte diretto dunque con la Statale di Milano, Insubria, Pavia, Torino, Amsterdam, California". Il laboratorio si dividerà in aree, "tutte le competenze saranno integrate fra loro, in base a un modello di scambio continuo e di fecondazione incrociata allargato al resto del gruppo". L’onore di dare il primo colpo di pala e aprire la strada a un altro pezzo di futuro è andato al ceo Paolo Tubertini. Al suo fianco, gli altri vertici societari a partire dal fondatore, Francesco Pizzocaro. È lui che ha costruito l’impero che oggi conta 11 stabilimenti, - 8 in Italia, 1 in Spagna, 1 negli Stati Uniti e 1 in India - più 3 filiali: Amburgo, Florham Park NJ negli Stati Uniti e Shanghai. Insieme forniscono 295 principi attivi al mondo dei generici.

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