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25 mar 2022

Galleria, fallimento di Townhouse: trattativa su 700mila euro di debiti

Contenzioso tra il Comune e la società del gruppo Rosso che gestiva il boutique hotel e il Seven Stars. Nella partita entra pure MiRoom

massimiliano mingoia e nicola palma
Cronaca
La splendida vista da una delle camere del Seven Stars. In alto: Alessandro Rosso
La splendida vista da una delle camere del Seven Stars

Milano - L’ambizione di scalare il Salotto di Milano, fino a conquistare l’esclusiva vista sull’Ottagono, ha dovuto cedere il passo alle difficoltà finanziarie sempre più pressanti e al default. E ora ciò che resta di quel sogno sono un debito da quasi 700mila euro e una trattativa in corso con il Comune. Stiamo parlando della Townhouse.it, società che gestiva l’omonimo albergo in Galleria e che deteneva il 51% di Neves, la srl che a sua volta aveva in pancia il Seven Stars, il primo hotel al mondo certificato sette stelle messo in piedi dall’imprenditore Alessandro Rosso, con camere extralusso progettate dall’architetto Ettore Mocchetti. Il 17 giugno 2021, la Sezione seconda civile del Tribunale ha bocciato definitivamente la richiesta di concordato preventivo, vincolata a due condizioni che non si sono realizzate, e ha sostanzialmente dichiarato il fallimento della società.

Ora si scopre da un decreto del Tar, pubblicato nei giorni scorsi, che due anni fa il curatore fallimentare di Townhouse si è rivolto al giudice amministrativo per chiedere l’annullamento della nota del direttore dell’area Patrimonio immobiliare di Palazzo Marino che ha dichiarato la decadenza della srl "dalle concessioni di uso di alcune unità immobiliari" nel Salotto e "il rilascio delle stesse", nonché della successiva nota della direzione specialistica Incassi e riscossione che il primo settembre 2020 ha intimato a Townhouse di pagare entro 60 giorni la somma di 695.077 euro, vale a dire l’ammontare degli affitti non versati all’amministrazione. Tuttavia, il 17 marzo 2022, lo stesso curatore fallimentare ha interrotto la contesa legale, "a seguito dell’intervenuta autorizzazione del giudice delegato nella procedura fallimentare pendente presso il Tribunale civile di Milano ad accettare la proposta di accordo transattivo formulata da MiRoom". Chi è MiRoom? È una società specializzata nella sublocazione di immobili che nel luglio 2021 si è aggiudicata alcuni spazi della Galleria con ingresso da piazza Duomo 19-21 per un canone annuo di 456mila euro (più 653mila euro di spese di investimento). Il Comune, contattato dal Giorno , non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda ancora in corso.

Detto questo , è evidente che gli obiettivi dichiarati di Palazzo Marino restano due: recuperare tutti i soldi che Townhouse non ha mai versato e chiudere definitivamente il contenzioso per rimettere a bando metri quadrati ora rimasti vuoti, così da valorizzare al massimo gli spazi ai piani alti del Salotto, come già accaduto negli anni scorsi con le tante aste al rialzo tra grandi marchi. E in questa partita è possibile che un ruolo decisivo venga giocato da MiRoom, che potrebbe essere a sua volta interessata ad acquisire altri spazi ai piani alti della Galleria. Gli stessi spazi che Alessandro Rosso riuscì ad accaparrarsi uno dopo l’altro tra il 2005 e il 2016 (15mila metri quadrati), investendo circa 30 milioni di euro per la riqualificazione. Una parabola che è arrivata all’apice con l’apertura del Seven Stars, salutato come una vera e propria "eccellenza a livello mondiale": 58 suite a prezzi da capogiro per i comuni mortali, che variavano dai 1.500 euro a notte per la camera più economica ai 15mila euro della stanza più esclusiva, con tanto di chef personale e maggiordomo in tight e guanti bianchi. Nel frattempo, però, si sono accumulati i debiti, che hanno via via coinvolto anche altre realtà del gruppo imprenditoriale.

Nel novembre 2018 sia il Seven Stars Galleria che il Townhouse sono stati venduti al miliardario svedese Alexander Vik per una cifra prossima ai 18 milioni di euro. Tecnicamente, il magnate ha acquisito i rami d’azienda, e di conseguenza i contratti di concessione con il Comune.

 

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