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14 feb 2022

Foresta del Parco Adda sotto l’ala della Regione

Le disposizioni approvate permetteranno di prevenire il dissesto idrogeologico e curare i boschi degradati

La foresta del Parco Adda Nord - il polmone verde che “ricarica” di ossigeno il territorio - adesso ha un piano di tutela tutto per sé «cucito sulla nostra realtà»
La foresta del Parco Adda Nord - il polmone verde che “ricarica” di ossigeno il territorio - adesso ha un piano di tutela tutto per sé «cucito sulla nostra realtà»
La foresta del Parco Adda Nord - il polmone verde che “ricarica” di ossigeno il territorio - adesso ha un piano di tutela tutto per sé «cucito sulla nostra realtà»

La foresta del Parco Adda Nord adesso ha un piano di tutela tutto per sé. È il polmone verde che "ricarica" d’ossigeno il territorio, l’arma più efficace contro il cambiamento climatico e la siccità che non dà tregua: da solo rappresenta il 20% della superficie della riserva, 1.798 ettari su 8.980 totali. Un paradiso di specie autoctone dove a farla da padrone sono robinieti, pioppeti e castagneti ma non mancano carpineti, querceti, ecc. L’insieme di disposizioni che la Regione ha appena approvato permetterà di fare la guerra al dissesto idrogeologico, favorendo la cura dei boschi degradati. E quanto in tempi di questione ambientale al centro dell’agenda politica del mondo conti salvaguardare il patrimonio verde, lo ricorda la rovina della foresta dei violini in Trentino. In questo spicchio di Lombardia si fa di tutto per evitare che succeda con triplo beneficio: la prevenzione di disastri, la sicurezza dei visitatori e l’accesso a finanziamenti per questo tipo di aree. Potatura più semplice grazie a procedure snellite nel perimetro della riserva, è il primo risultato del nuovo documento: un impatto tutt’altro che trascurabile per chi era costretto a misurarsi con lacci e lacciuoli. Si chiude così anche il cammino del Piano di indirizzo forestale dopo quello territoriale di coordinamento (Ptcp) del Parco che ha messo al centro turismo sostenibile, mobilità dolce e cultura. Il nuovo provvedimento è un approfondimento del piano "regolatore" che interviene su una materia assai delicata con più obiettivi, fra i quali "il miglioramento del paesaggio, la nascita di ambienti di eccellenza naturalistica, la conservazione degli habitat esistenti". "Il Piano è stato cucito sulla nostra realtà, in caso di criticità potremo intervenire con azioni mirate - spiega il consigliere delegato Luigi Esposito -. L’importanza di averlo portato a termine sta anche nel facilitare la manutenzione per tutti i privati che ...

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