Diego Galante con la compagna Sook Mancini
Diego Galante con la compagna Sook Mancini

Milano, 31 agosto 2016 - L'ultimo saluto a Diego Galante, travolto dal sisma di Amatrice, era fissato per ieri, martedì 30 agosto, nella parrocchia di San Domenico Savio, quartiere di Turro. Ma un documento mancante ha bloccato tutto, gettando il papà Alberto e i familiari del quarantenne originario di Milano nello sconforto. "Sono stati rimandati a data da destinarsi, a causa di intoppi burocratici", scuotono la testa, pensando al loro Diego, solo in un angolo della camera mortuaria di Lambrate. La salma è arrivata lunedì, ma non può essere tumulata: il permesso di seppellimento, fra le carte delle pompe funebri, a Milano non c’è. "Ed è indispensabile", fanno sapere dal Comune. L’inghippo è a monte: delle vittime si stanno occupando due Comuni, Ascoli e Rieti. Quest’ultimo è il Comune competente per i morti di Amatrice e dovrà inviare a Milano il foglio mancante con il nulla osta. Che serve in originale. "Nel 2016, quando tutto viene fatto via internet, il Comune di Milano ci chiede un documento originale che non può essere mandato né via fax, né via mail con la Pec – ha spiegato ieri mattina il papà Alberto Galante, dalla sua casa di Giussano –. Questa situazione è assurda. Mio figlio è da lunedì nell’obitorio di Lambrate e aspettiamo un pezzo di carta per poterlo seppellire".

A Milano non risultava che il funerale fosse già fissato "perché tecnicamente, senza quel documento, non si potrebbe avallare", fanno sapere dagli uffici, che però promettono di fare in modo che "la regolamentazione fra i due Comuni sia più celere possibile", senza burocratismi e pignolerie. "Appena arriva non perderemo un secondo". Considerando anche l’eccezionalità dell’evento e per non aggiungere dolore a una scomparsa già così atroce, il Comune, nell’attesa del documento in originale, nel pomeriggio di ieri si è detto pronto ad accettare una copia anche via fax o via mail per evitare ulteriori lungaggini, sbloccando così i funerali. «Speriamo, ce l’hanno appena comunicato. Stiamo aspettando notizie per fissare la nuova data», ha spiegato in serata papà Alberto. Diego, pur non abitando più a Milano, sarà tumulato lì per stare accanto alla mamma. In città vivono anche i suoi due figli di 12 e 15 anni che si sono salvati per miracolo e grazie alle urla di Sook Mancini, la compagna del papà, rimasta intrappolata con lui sotto le macerie della casa in cui stavano trascorrendo le ferie. Fratello e sorella frequentano la scuola media Quintino Di Vona e l’Istituto Molinari: ieri mattina i compagni della maggiore si sono incontrati a scuola. 

"Partecipo al grande dolore che stanno vivendo i ragazzi e i loro familiari – sottolinea la presidente del Municipio 3, Caterina Antola, mettendosi a disposizione della famiglia –. Sono certa che le loro scuole, in tutte le loro componenti, corpo docente, dirigenti, genitori e alunni, garantiranno supporto psicologico e vicinanza, hanno già una specifica attenzione per ogni singolo alunno e sono coesi". E, sul fronte burocrazia, ricorda: "Purtroppo le regole e le norme burocratiche sono necessarie anche se a volte spietate; può succedere, com’è successo, che nella concitazione e grande confusione possa sfuggire qualche particolare che da un punto di vista strettamente burocratico è un elemento indispensabile ma che, per la famiglia che subisce l’intoppo, amplifica il dramma. Mi conforta il fatto che siano prevalsi il buon senso e l’elasticità al di fuori dei tecnicismi e che il Comune di Milano abbia mostrato la sua umanità". Sperando basti a sbloccare la situazione: i funerali restano in sospeso.