Milano, 10 maggio 2018 - Umiliazioni, parole offensive, video e foto rubate possono passare in un attimo dal cortile della scuola alla bacheca virtuale dei social network o su WhatsApp. Per tanti adolescenti questo «inferno» è realtà. Il cyberbullismo è un’emergenza e si è esteso fino a prendere di mira anche i professori. In un liceo della periferia milanese, due ragazzi del primo anno hanno creato un profilo fake (falso) su Instagram e scritto tra vari messaggi una frase offensiva nei riguardi di un professore scatenando commenti a catena. «Siamo intervenuti subito – spiega il dirigente scolastico, il cui nome non scriviamo per non rendere riconoscibile il liceo e così tutelare la privacy dei minorenni coinvolti –: i responsabili sono stati sospesi con obbligo di frequenza. Bravi ragazzi, tengo a precisare, che hanno agito con spirito goliardico senza consapevolezza delle conseguenze».

Accanto alle scuole ora c’è un aiuto in più: il gazebo bianco degli «Psicologi in zona» che a rotazione farà tappa nei quartieri, in sinergia coi Municipi. E non è un caso che le location scelte siano a due passi dalle scuole. «Nell’edizione 2017 – spiegano dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia – la maggioranza dei cittadini incontrati (19%) ha indicato bullismo e problemi legati alla crescita dei ragazzi l’area di maggiore preoccupazione». A disposizione ci sono professionisti volontari pronti ad ascoltare ragazzi, genitori, insegnanti ma non solo, e a fornire consigli in base alle necessità (info su www.opl.it).

Ora il gazebo è in via Narcisi angolo via Giacinti, in zona Lorenteggio, e in piazza Ascoli a Città Studi. Quello di Lorenteggio è un punto caldo - in un solo giorno al gazebo si sono avvicinate 85 persone tra 19 e 55 anni -, a pochi metri da elementari, medie e dal liceo scientifico Marconi. «Siamo attenti all’inclusione – commenta la preside Donata Scotti –. Abbiamo uno sportello psicologico e portiamo avanti due progetti: “Tutor”, per affiancare i ragazzi che incontrano difficoltà nel metodo di studio, e “Salute” per affrontare i problemi, senza trascurare il cyberbullismo. Martedì 22 a scuola ci sarà un incontro con la Polizia postale, per genitori, affinché si rendano conto dei danni che può causare la tecnologia se usata male». E quanto a prevenzione e interventi, a tutela delle vittime e per il recupero di bulli, a novembre in ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha stipulato con la Casa Pediatrica del Fatebenefratelli la convenzione che ha dato vita a CoNaCy, centro di coordinamento mazionale per il supporto ai casi di cyberbullismo. «Finora ha intercettato 4.367 ragazzi fra 11 e 18 anni», svela il referente Ivano Zoppi.