Coronavirus, l'allarme: "Noi, partite Iva della movida senza stipendio e tutele"/ VIDEO

Dj, fotografi, videomaker e organizzatori costretti all’inattività forzata. La Cgil: impatto su 200mila autonomi

Movida ed intrattenimento

Grosse ripercussioni sul mondo che ruota attorno a show e intrattenimento

Milano, 27 febbraio 2020 -  Greta Gandini e il compagno, Toni Thorimbert, sono fotografi a partita Iva. Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus, con l’annullamento di eventi e serate, sono rimasti senza lavoro e quindi senza stipendio: contano gli appuntamenti saltati, giorno dopo giorno. Morgana X, alias Lisa, è una dj professionista. "Lunedì, quando mi sono svegliata - racconta - ho trovato una decina di messaggi in cui venivano cancellati tutti gli eventi del prossimo mese". Una situazione comune a quella di tutti i lavoratori autonomi nella capitale italiana della moda e del design messi in crisi dallo stop agli eventi culminato nella decisione di far slittare il Salone del mobile.

Nella Città metropolitana, secondo dati Istat elaborati dalla Cgil, sono oltre 300mila gli autonomi, circa il 20% dei lavoratori: 197mila nei servizi, 63mila nel commercio, alberghi e ristoranti, solo per citare i settori più impattati. L’emergenza coronavirus potrebbe provocare danni economici più o meno consistenti a 100-200mila persone. "Si tratta di una situazione quasi esclusivamente milanese – spiega Antonio Verona, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil di Milano – dove un quinto degli occupati è a partita Iva. L’emergenza ha messo alla luce l’inadeguatezza dei sistemi di protezione nei loro confronti, praticamente inesistenti. Il Governo deve affrontare la situazione, perché migliaia di persone da un giorno all’altro si trovano senza lavoro e senza ammortizzatori sociali". Nella Città metropolitana si contano circa mille dipendenti dei cinema e 1.800 dei teatri (900 solo alla Scala). Ma il problema non riguarda solo il mondo che ruota attorno all’intrattenimento, agli eventi e al turismo, ma anche lo sport. Nel settore, secondo dati della Cgil, lavorano dalle 8mila alle 10mila persone, di cui circa 2-3mila dipendenti e il resto inquadrati come collaboratori. Personal trainer, allenatori, istruttori, bagnini che con la chiusura di palestre e impianti sono rimasti a casa. "Si è creata una depressione improvvisa del mercato e per valutare l’impatto reale bisognerà capire come si evolverà la situazione", spiega Toni Thorimbert, affermato fotografo di moda. La compagna, Greta Gandini, lavora anche lei come fotografa, soprattutto per aziende. "L’ultimo evento è stato venerdì scorso in Bocconi – racconta - adesso sono completamente ferma. Per ora sono saltati tre lavori in programma per eventi fieristici, un video aziendale e la presentazione di un libro".

La dj Morgana X ha lanciato anche un appello con un video pubblicato su Facebook e su altri canali social: "Questo mese rimarrò completamente senza stipendio e voi capite che ho comunque da pagare mutuo, Inps, bollette, spesa, qualche multa e le tasse. Quello che vorrei chiedere alle istituzioni, comprendendo la gravità della situazione, è di non sottovalutare l’impatto economico che questa sospensione può avere sulle nostre vite. In più voglio ricordare le criticità della condizione di partita iva e lavoratori autonomi, pur pagando i regolari contributi ci troviamo a non avere tutele che invece giustamente i dipendenti hanno".

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