Coronavirus, medici in prima linea
Coronavirus, medici in prima linea

Milano, 29 marzo 20202 - In questi giorni di emergenza sanitaria ci sono anche avvocati 'sciacalli'che approfittano della situazione per accaparrarsi «clientela» con «operazioni di marketing», spingendosi a «sollecitare da parte dei familiari delle vittime azioni risarcitorie contro ospedali, medici ed infermieri, ossia proprio coloro che in questo momento mettono a repentaglio la propria vita per salvare la nostra». La denuncia arriva dai presidenti degli Ordini degli avvocati di tutta la Lombardia.

Nei giorni scorsi, tra l'altro, da parte di alcuni medici e associazioni di categoria erano giunte richieste al governo ed al presidente della Repubblica per forme di tutela per la categoria, con una sorta di scudo penale e civile per chi oggi è in prima linea e domani rischia di essere vittima di una battaglia legale. E il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, aveva anche scritto al presidente del Consiglio nazionale forense per chiedere di «rafforzare la vigilanza» sulla deontologia degli avvocati. Negli ultimi giorni, scrive ora l'Unione lombarda ordini forensi, «sono comparsi sui social media video e messaggi di avvocati che, approfittando dell'emergenza Covid-19, pubblicizzano particolari competenze dei propri studi, capacità di operare e di garantire i regolari standard di efficienza». In altri casi, questi avvocati «si rendono disponibili ad assistere gratuitamente i sanitari per ogni possibile conseguenza legale che dovessero subire o per ogni possibile problema giuridico che dovessero affrontare in conseguenza delle condotte tenute nella emergenza epidemiologica».

A volte, spiegano gli avvocati dell'Ulof, vengono usate «sigle ingannevoli» o «alcune aziende, anche importanti, hanno offerto assistenza legale gratuita» pur avendo «un oggetto sociale diverso dalla tutela legale». Sono iniziative, scrivono i presidenti degli Ordini forensi lombardi, che «gettano un velo di discredito sull'Avvocatura» che «partecipa a questa tragedia nazionale con senso di responsabilità e vicinanza alle professioni sanitarie che tanto si stanno prodigando per la collettività, pagando anche un pesante tributo in termini di perdite umane». Nessuna condotta illecita, concludono, «resterà priva di denuncia e conseguente trasmissione degli atti ai competenti Consigli distrettuali di disciplina» e con lo «stesso rigore saranno valutati i casi passibili di denuncia nei  onfronti dell'Autorità Garante della concorrenza».