Maurizio Platini, omicida-suicida
Maurizio Platini, omicida-suicida

Cormano, 4 luglio 2018 - Lucido e determinato, si era presentato nell’azienda di famiglia impugnando un revolver 357 Magnum, caricato con cinque proiettili, per scaricarli sul padre e sulla compagna di quest’ultimo, prima di riservare l’ultimo colpo a se stesso. Un caso di omicidio-suicidio che affonda le sue radici in dissapori familiari vecchi e nuovi, quello che si è consumato lunedì sera negli uffici della Seri Cart, piccola impresa di grafica tra i capannoni di via Zara, al confine tra Cormano e Bollate. Maurizio Platini, 43 anni, sposato e senza figli, avrebbe deciso di farsi giustizia da solo dopo che il padre, Romano Platini, 64 anni, aveva comunicato di voler vendere l’azienda grafica di famiglia, nella quale lavorano 11 persone. E come primo atto aveva licenziato il figlio, forse per alleggerire i conti aziendali e rendere più appetibile la trattativa. Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri di Sesto San Giovanni, l’uomo sarebbe arrivato nella Seri Cart intorno alle 18,30 e la tragedia si sarebbe consumata in pochi istanti. Maurizio avrebbe raggiunto il padre nel suo ufficio sparandogli un solo colpo alla testa. Poi si sarebbe diretto in un secondo ufficio, dove era presente Anita Salsi, 54 anni, di Novate Milanese, da anni legata sentimentalmente a Romano dopo che era rimasto vedovo e proprietaria di una piccola quota nella società. La donna è stata colpita al collo e al petto. In tutto Maurizio avrebbe esploso quattro colpi. Il cadavere del pluriomicida è stato trovato nel corridoio, dove si è sparato alla testa.

Sul capannone di via Zara è poi calato un silenzio surreale fino alla tarda serata, poco prima delle 23,30, quando la moglie di Maurizio, non riuscendo a contattarlo si è recata in azienda con il fratello di lui, di 32 anni, scoprendo l’orribile tragedia. I conoscenti dicono che Maurizio era un ragazzo affabile, ma con una passione smisurata per le armi e per le guerre simulate. Possedeva regolarmente diverse pistole tra le quali la calibro 3,57 Magnum che gli è stata trovata stretta in pugno. La tesi dell’omicidio suicidio è stata subito privilegiata dai carabinieri del capitano Cosimo Vizzino che sta indagando su ordine del pm di Milano pm Cristiana Roveda.

Romano Platini emiliano d’origine e residente a Nova Milanese, aveva creato un’impresa di grafica che negli anni, e non senza difficoltà, era riuscita ad entrare nell’era digitale. Una prima società, la «Best & Seller» di Bollate era fallita, ma era stata tenuta in vita dalla Seri Cart con un contratto di affitto per salvare i dipendenti. Gli amici ricordano che amava riunire gli amici nel cortile di via Zara per delle cene in allegria: la prossima era programmata per domani. Aveva deciso di dire basta al lavoro e di coltivare la sua passione per i viaggi in moto con la compagna; per questo stava trattando la vendita del capannone cormanese e provava a cedere il resto dell’azienda, con base a Bollate, a colleghi del settore. Un cambio di vita che Murizio non condivideva e dal quale era stato escluso.