Milano, 16 aprile 2018 - «Nell'autentico club privè gli adulti giocano liberamente, ma non esiste meretricio. Poi ci sono i privè solo di nome che sono bordelli camuffati. Sono quelli che in questi giorni vivono nel panico. Dopo l’episodio temono l’intensificarsi dei controlli delle forze dell’ordine e lo stop ai loro commerci redditizi». Così parla un gestore milanese di un “circolo privato” per adulti che chiede rigorosamente l’anonimato, con la promessa di svelarci il dietro le quinte dell’ambiente degli scambisti. Un ambiente finito alla ribalta in questi giorni dopo l’aggressione violenta giovedì sera in un noto locale di via Ripamonti: due mariti, nonché un dipendente, accoltellati dopo aver difeso le mogli dall’avances troppo insistenti di due single. Forse due habitué di quelli che lui definisce «buchi», casini moderni dove si trova sempre soddisfazione: «Forse non erano abituati a sentirsi dire no». In teoria, invece, le prostitute non dovrebbero entrare in questi club. Il circolo serio ha sì una finalità libertina ma è «luogo di aggregazione sociale. Da me c’è bar, buffet, pista da ballo, divanetti e arredamento curato. Si balla anche, e si parla. L’incontro sessuale non è, né deve essere, garantito».

Invece i «buchi da 50 metri quadri servono solo ad espletare bisogni fisici col supporto di gradevoli “signorine”. Qui non c’è selezione all’ingresso. Non è consentito l’ingresso alle donne single. E sono aperti già alle 14 di lunedì. Ma quale coppia normale può permettersi di avere il lunedì pomeriggio senza impegni?» si chiede il nostro «esperto». Quanto guadagna un club privè? «I circoli privati non sono attività commerciali. I circoli “seri” – ripete – non sono macchine per fare soldi. Gli uomini single pagano da 50 a 250 euro per il “rimborso della serata”. Quando va benissimo in un club serio entrano 10 maschi ogni 40 coppie. La coppia? Entra gratis o paga 30 euro con le consumazioni. Ben diversi i margini nei “buchi”: l’ingresso è consentito anche a 50 single per due o tre professioniste. Se tutti i club fossero profittevoli, spunterebbero come funghi. La verità è che a Milano negli ultimi 15 anni sono calati del 40%. Molte coppie si organizzano a casa con Internet, pubblicizzandosi sui social. Alcune ne hanno fatto un business e hanno risolto la crisi. Lo scambismo puro nei circoli è ormai marginale». L’identikit? «Le coppie vanno dai 25 ai 65 anni». I singoli hanno tra i 30 e i 40 anni. «tipicamente un milanese che vive da solo e lavora troppo. E una volta a settimana o al mese ha bisogno di una valvola di sfogo. Viene per parlare con gente che non ha pregiudizi».