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1 lug 2022
1 lug 2022

Cassa integrazione Covid sui conti correnti, ma i dipendenti andavano a lavorare

Durante i lockdown per la pandemia una delle imprese di Cisliano coinvolte dall’inchiesta si era fatta garantire dall’Inps fino a 200mila euro d’indennizzi

1 lug 2022

Nell’inchiesta congiunta tra i finanzieri delle Compagnie di Corsico e Magenta che ha messo in luce un giro di reati societari, fallimentari, tributari e che ha fatto scattare undici misure cautelari, c’è anche l’accusa per alcuni degli indagati di truffa aggravata "per il conseguimento di erogazioni pubbliche". Sono 29 dipendenti, su trentadue totali, che hanno continuato a lavorare anche nel periodo della pandemia, mentre i datori avevano dichiarato la chiusura dell’attività per intascarsi la cassa integrazione in deroga, prevista per i lavoratori costretti a casa e per le aziende chiuse a causa dell’emergenza covid.

In totale, la Edil Teco di Cisliano, una delle aziende aperte e "svuotate" dai protagonisti dell’inchiesta per trarne ingiusto profitto, ha ottenuto dall’Inps il trattamento erogato per l’emergenza per un totale di oltre 220mila euro. Insomma, mentre i lavoratori continuavano con le proprie identiche mansioni, i titolari dell’impresa, coordinati dal "capo" dell’associazione criminale Luigi Spatuzzi di Trezzano, avevano dichiarato di aver chiuso i battenti, per incassare i contributi da marzo a ottobre 2020.

L’importo sottratto ingiustamente alle casse dell’Inps è stato oggetto di apposito sequestro preventivo per equivalente da parte dei militari della Compagnia di Magenta che, in questo filone dell’indagine, hanno eseguito cinque misure di custodia cautelare, delle quali tre in carcere e due agli arresti domiciliari.

F.G.

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