Calendario fitto e complicato. Dalla Supercoppa in poi comincia il filotto che decide la stagione

La semifinale contro la Lazio, l’eventuale finale e poi il trittico in Serie A con Fiorentina, Juventus e Roma. Due anni fa nello stesso periodo il crollo partito dal derby: il tecnico punterà sulla profondità della rosa.

Calendario fitto e complicato. Dalla Supercoppa in poi comincia il filotto che decide la stagione

Calendario fitto e complicato. Dalla Supercoppa in poi comincia il filotto che decide la stagione

Due anni dopo, lo spauracchio è di nuovo lì. Nell’inverno in cui bisogna inoltrarsi consapevoli che in passato ha creato delle problematiche in situazioni più o meno simili: calendario intasato, partite complicate una in fila all’altra. Accadde nella prima stagione di Inzaghi, quella cominciata con buon piglio e proseguita con un ruolino di marcia in gennaio assolutamente accettabile considerato il coefficiente di difficoltà (vittorie su Lazio e Juventus e pareggio in casa dell’Atalanta), se non fosse che dal derby di inizio febbraio in poi il passo è crollato, come un maratoneta in crisi di fame. Non tanto negli scontri diretti, perché dopo la stracittadina persa con la doppietta di Giroud c’è stato un pari a Napoli che poteva essere messo in conto, ma nelle gambe dei giocatori sono rimasti gli strascichi visti nella sconfitta in casa col Sassuolo e nei troppi pareggi contro Genoa, Fiorentina, Torino. Una crisi di risultati terminata dopo la sosta per le nazionali, grazie al successo sulla Juventus in trasferta e a un finale di sole vittorie, fatta eccezione per l’inopinata sconfitta di Bologna (quella della “papera“ di Radu).

Posto che la bravura del gruppo starà anche nell’affrontare con la giusta concentrazione il Verona in casa sabato prossimo e il Monza in trasferta nel fine settimana successivo, a partire dalla semifinale di Supercoppa contro la Lazio del 19 gennaio partiranno una serie di gare ravvicinate e difficili. L’eventuale finale, quindi la trasferta di Firenze e quella nella Roma giallorossa con in mezzo Inter-Juventus il 4 febbraio. Dopo l’Olimpico, la Salernitana in casa e poi l’Atletico Madrid nel primo dei due confronti degli ottavi di Champions League.

La differenza dovrà farla l’esperienza di Inzaghi accumulata in questi anni, determinante ad esempio nel finale della passata stagione per gestire la rincorsa ai primi quattro posti e le finali di Coppa Italia e Champions League, e il lavoro fatto sul mercato per garantire al tecnico una rosa più profonda, a cui verrà aggiunto tra oggi e domani Tajon Buchanan, in arrivo dal Bruges per sette milioni più bonus. Finora le seconde linee di difesa e centrocampo hanno risposto bene, parte di queste (vedi Frattesi) non hanno dovuto nemmeno togliere il vestito buono dall’armadio perché i titolari hanno fatto bene il loro compito. Davanti è un buon segnale aver visto Arnautovic pimpante a Marassi, in compenso è sembrato un po’ in frenata Thuram. Normalissimo dopo una prima parte di stagione ben oltre le più rosee aspettative. Manca all’appello l’aiuto di Sanchez: finora il cileno non ha tenuto il passo di chi è in vantaggio nelle gerarchie.

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