Karima 'Ruby' El Mahroug e Silvio Berlusconi (Ansa)
Karima 'Ruby' El Mahroug e Silvio Berlusconi (Ansa)

Milano, 10 dicembre 2018 - "Stressate" dalla loro scelta di denunciare il 'bunga bunga'. Così il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno definito la condizione di Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil, le tre ragazze che hanno chiesto di costituirsi parti civili nel processo ' Ruby ter' a carico di Silvio Berlusconi e altri 23 imputati, tra cui molte 'olgettine', con le accuse, a vario titolo, di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. 

"Sono ragazze - ha detto Siciliano - che hanno subito infinite e dirette possibilità di danno da questa vicenda, dallo stress alle difficoltà relazionali. Di fronte a eserciti di persone che, come un'unica voce, sostenevano la loro tesi erano una minoranza per cui loro stesse, in inferiorità numerica, avrebbero potuto essere accusate non solo di falsa testimonianza ma anche di calunnia". Per il magistrato "non si può neanche lontanamente mettere in dubbio che sia stato cagionato un danno diretto e immediato nei loro confronti", a differenza di quanto sostenuto dalle difese che hanno preso la parola prima dell'intervento dell'accusa sulla richiesta di costituzione di parte civile delle tre giovani donne, tema principale dell'udienza di oggi.

 "Non hanno subito nemmeno potenzialmente alcun danno - ha argomentato l'avvocato Federico Cecconi, difensore del  fondatore di Forza Italia - lo dimostra anche il fatto che il comportamento del mio assistito non ha influenzato minimamente  i giudici del processo ' Ruby bis' a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti che hanno preso una decisione favorevole a Battilana, Fadil e Danese a beneficio delle quali è stato stabilito un risarcimento da quantificarsi in separata sede civile".