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13 feb 2022

Milano, i fidanzatini bulli e i raid in piazza Leonardo

Baby gang smantellata dalla polizia: al vertice un sedicenne e una quindicenne coinvolti in altre rapine. "Dacci tutto o ti ammazziamo"

nicola palma
Cronaca
I due colpi sono andati in scena in piazza Leonardo da Vinci
I due colpi sono andati in scena in piazza Leonardo da Vinci

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Milano - La forza del branco. La superiorità numerica come arma di sopraffazione per circondare i passanti, intimorirli e costringerli a eseguire gli ordini senza fiatare. Un modus operandi che abbiamo nostro malgrado imparato a conoscere negli ultimi mesi, caratterizzati dalla recrudescenza del fenomeno delle baby gang in diversi quartieri della città. Il gruppo di piazza Leonardo ci metteva pure un eccesso di violenza del tutto ingiustificato rispetto all’obiettivo prioritario: depredare i malcapitati di tutto ciò che avevano addosso. Al vertice, secondo le indagini della polizia e della Procura per i minorenni guidata da Ciro Cascone, c’era una coppia di giovanissimi fidanzati: lui 16 anni, lei 15, entrambi italiani di seconda generazione, nati e cresciuti in contesti familiari complicatissimi o del tutto assenti, tra genitori che vivono stabilmente all’estero e altri parenti che hanno provato in tutti i modi (purtroppo senza riuscirci) a strapparli dalla strada e da un’esistenza che già ora si basa solo ed esclusivamente sui proventi dei colpi.

I due sono stati arrestati poco più di un mese fa: gli investigatori li hanno bloccati dalle parti di viale Molise, interrompendo un peregrinare che negli ultimi tempi li avrebbe portati a frequentare anche alcuni campi nomadi, usati come appoggio; in altre occasioni, la coppia avrebbe utilizzato i soldi dei blitz per pagarsi la stanza in un ostello. Venerdì, a 24 ore dalla scadenza dei trenta giorni di custodia in carcere (scattati per un aggravamento di una precedente misura cautelare causa continue recidive), i poliziotti del commissariato Lambrate, coordinati dal dirigente Nunzio Trabace, hanno notificato loro una nuova ordinanza per due raid andati in scena nella notte tra il 3 e il 4 gennaio davanti alla sede del Politecnico a Città Studi; insieme a loro sono finiti in cella altri due presunti complici minorenni, mentre un quinto adolescente è stato affidato a una comunità. Quella notte, la banda, capeggiata proprio dal sedicenne e dalla quindicenne, avrebbe colpito per due volte in piazza Leonardo da Vinci: in un’occasione, in particolare, è finito nel mirino un diciannovenne, che qualche minuto dopo la mezzanotte è stato accerchiato, buttato a terra e investito da una raffica di calci e pugni.

"Dacci tutto o ti ammazziamo", la minaccia che si è sentito ripetere più volte e che ha messo a verbale poche ore dopo negli uffici di via Maniago. La denuncia, piena di dettagli, si è rivelata fondamentale – come spesso accade quando le vittime di reati decidono di superare la paura e di rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine – per consentire agli uomini dell’Investigativa di restringere immediatamente il campo e concentrare le indagini proprio sui due baby bulli, già noti per le loro scorribande e per l’atteggiamento particolarmente spregiudicato. Un profilo da criminali incalliti, insomma, a dispetto dell’età. Un profilo da delinquenti in erba, in grado di aggregare altri coetanei in una vera e propria banda.

I sospetti della polizia si sono concentrati sin da subito sulla coppia; e i successivi riscontri non hanno fatto altro che confermare che i due si erano messi alla testa di "un gruppo stabile e consolidato nel tempo". Di più: gli investigatori hanno anche individuato "ruoli, compiti e condotte realizzate nel corso delle rapine commesse", come si legge in una nota della Questura diffusa ieri. E ancora: "Le modalità di commissione delle condotte – spiegano da via Fatebenefratelli – delineerebbero una spiccata propensione dei giovani all’utilizzo dell’aggressività verbale e fisica come modalità abituale del proprio agire, nel contesto di atti di prevaricazione gratuiti, creati per futili motivi e finalizzati alla commissione di sistematiche rapine".
 

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