L’ingresso della scuola elementare Fellini
L’ingresso della scuola elementare Fellini

Tavazzano (Lodi), 15 maggio 2019 - «Un caso che merita una ferma condanna». Il Collegio dei docenti dell’istituto comprensivo Fellini di Tavazzano ha preso una posizione pubblica dopo l’aggressione di una mamma a una docente "colpevole" di non essere intervenuta a difendere il figlio 11enne picchiato in classe da un compagno.

Sul caso è intervenuto ieri per la prima volta il Collegio dei docenti dell’istituto comprensivo Fellini di Tavazzano che ha espresso all’unanimità «solidarietà e vicinanza nei confronti dell’insegnante aggredita e condanna in modo fermo di qualsiasi episodio di intolleranza e di aggressione nei confronti del corpo docente». La colluttazione risale a metà aprile, appena prima delle lunghe vacanze pasquali. Per diverse settimane però la vicenda non è stata resa pubblica e solo la volontà di alcune insegnanti dell’istituto ha permesso di far emergere il caso. Ma l’episodio nonostante sia passato quasi un mese continua a far molto discutere genitori e insegnanti. Nella lettera il Collegio dei docenti della scuola di Tavazzano ha sottolineato come «i docenti si ritrovano a che fare con genitori che non rispettano il patto educativo stipulato con la scuola. Ci troviamo di fronte a un fenomeno preoccupante, che vede genitori disattenti, alimentati dalla spettacolarizzazione televisiva di sentimenti, intimità, familiarità attraverso certi programmi che propongono spesso l’esposizione sgarbata e distorta dei fatti». Dura la condanna del Collegio dei docenti sul caso avvenuto prima di Pasqua.

«La mamma, che entra a scuola perché interpellata dal docente e che poi si scaglia contro con parole e gesti inqualificabili, sicuramente vive la percezione di scarsa autorevolezza dell’istituzione scolastica, che le consente di ritenere il rapporto con la scuola di secondo ordine, tanto da non rispettarne i ruoli e le regole - spiega il Collegio -. Alcuni genitori non si accorgono di distruggere nell’idealità dei loro figli, un bene prezioso, che invece è insito nel sano processo educativo, e cioè, che qualunque sia il contrasto, c’è sempre la possibilità di arrivare ad una soluzione, in modo dialettico e costruttivo. Invece, il genitore che ha esercitato un atteggiamento aggressivo verso qualunque persona o istituzione, si ritrova lo sguardo di un figlio che ha capito che l’aggressività è la forma vincente di interazione sociale».