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1 mag 2022

"Io, sfregiata con l’acido. Lodi mi ha accolto"

Vilma Dule, nel 2013, subì un agguato sotto casa a Tirana. Era stata promossa a manager della sua azienda scatenando la rabbia dei colleghi

laura de benedetti
Cronaca
Vilma Dule durante il suo incontro di ieri mattina con gli studenti dell’istituto Merli (Cavalleri)
Vilma Dule durante il suo incontro di ieri mattina con gli studenti dell’istituto Merli (Cavalleri)
Vilma Dule durante il suo incontro di ieri mattina con gli studenti dell’istituto Merli (Cavalleri)

di Laura De Benedetti "Ho scelto di non essere vittima: non ho fatto niente per meritare che qualcuno mi lanciasse dell’acido sul volto. Non voglio pietà e non voglio guardare indietro. Quello che è successo è la mia storia non la loro, dei miei aggressori". Ha colpito i circa 70 studenti delle classi terze e quarte dell’istituto Merli di Villa Igea la forza positiva emersa, ieri mattina, dal racconto di Vilma Dule, 35 anni, albanese che vive a Codogno. A 26 anni, promossa a manager dell’azienda di Tirana che gestiva la vendita, tramite call center, di prodotti alimentari per una ditta italiana, è stata sfregiata con l’acido da presunti colleghi rivali, mai neppure incriminati: hanno solo perso il posto. Una laurea a Valona, poi un master a Tirana e il primo incarico nel call center dove, per le sue capacità, Dule fa presto carriera. Il caso vuole che la sua dirigente finisca nei guai con la giustizia e l’azienda promuova lei a manager, scatenando il rancore di un collega: è il dicembre 2012, l’inizio di una escalation di molestie e minacce che la porterà, quasi inconsapevolmente (lei aveva allertato l’azienda ma senza mai sporgere denuncia), a quel 27 agosto 2013 in cui la vita come la conosceva, felice e sicura (un posto di lavoro, un fidanzato, l’acquisto di una casa), deraglia. Un giovane l’attende sotto casa mentre esce per recarsi al lavoro e le lancia addosso l’acido che le corrode il viso e un braccio. "É iniziato un calvario durissimo - ricorda Vilma Dule -. L’ambulanza non è mai arrivata e sono stata portata in ospedale in auto. Mi sono risvegliata dopo tre o quattro giorni in quella che doveva essere la rianimazione, con una finestra aperta, le api che giravano, i farmaci che i miei familiari dovevano acquistare in farmacia e ...

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