Uno scoiattolo grigio al Parco Castello di Legnano
Uno scoiattolo grigio al Parco Castello di Legnano

Legnano (Milano), 10 ottobre 2016 - Era arrivato quasi in sordina. Solo pochi esemplari. Poi però la sua proliferazione è stata inarrestabile e repentina. Ha invaso boschi, aree verdi e quartieri, spingendosi in tutti i Comuni della zona. Nessuno ha posto un argine alla sua colonizzazione e così ha "sfrattato" i suoi simili, ma di colore diverso, che vi abitavano da decenni e che ora si sono oramai completamente estinti. Nella città del leggendario Alberto da Giussano non c'è stata alcuna cacciata (o meglio dire nessun piano di contenimento e monitoraggio) dello "straniero" e dopo circa quattro anni la battaglia tra roditori può dirsi oramai conclusa.

Ha vinto nettamente lo scoiattolo grigio alloctono originario dal nord America e importato dall'uomo. Addio così a suo cugino autoctono rosso ed europeo. In ballo c'era anche nel Legnanese (come in altre parti della Lombardia e non solo) la sopravvivenza di una specie e la salvaguardia della biodiversità, ma oramai non sembra esserci più nulla da fare: "Degli esemplari che c'erano un tempo non ne rimasta ora alcuna traccia", concordano cittadini, istituzioni e addetti ai lavori". Non pago di aver occupato il suo habitat - partendo dal parco Castello per poi invadere il Bosco Ronchi, diversi  giardini pubblici e privati dei condomini del centro e delle periferie - l'immigrato dal manto grigio (ovvero lo Sciurus carolinensis che rientra nelle specie chiamate aliene) è stato per molti la causa dell'estinzione anche a livello territoriale di quello rosso. Si è diffuso così tanto che lo ha letteralmente soppiantato. Da precisare che le due varietà appartengono alla stessa “nicchia” ecologica, cioè si nutrono dello stesso cibo e presentano le stesse necessità, ma quello grigio appunto è più grande e più prolifico di quello rosso: senza un censimento anagrafico e controllo era inevitabile che il primo avesse la meglio sull'altro.

Anche a Legnano e dintorni è successo quindi quello che era stato preventivato dall'università di Torino nel 2012 quando aveva lanciato l'allarme di un'estinzione dello scoiattolo rosso che avrebbe compromesso l'ecosistema. Seguirono in città incontri con esperti, raccomandazioni e procedure indicate dalle istituzioni europee, nazionali e regionali che parlarono addirittura di un inevitabile sterminio degli esemplari "invasori". I metodi previsti per l’eliminazione erano da film horror: avvelenamento con topicidi, inalazione di gas, rottura del collo. Gli animalisti insorsero" "L'eradicazione dello scoiattolo grigio com’è prospettata è mortificante dal punto di vista etico e clamorosamente errata dal punto di vista scientifico". L'emergenza finì così nell'oblio e ora lo scoiattolo rosso è completamente sparito.