Scandalo liste d’attesa a Legnano, la denuncia: “Per una visita oculistica servono 677 giorni”

Non fa una bella figura l’Azienda ospedaliera Ovest Milanese citata nel monitoraggio sui tempi nelle regioni del Paese presentato mercoledì a Roma alla Camera dei Deputati

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Sono 426 i giorni da attendere per poter fare una visita cardiologica nell’Ospedale di Cuggiono, mentre sono 677 invece i giorni che devono trascorrere per gli utenti del servizio pubblico prima di poter effettuare una prima visita oculistica nel Presidio ospedaliero di Legnano: numeri che in parte già si conoscevano e che non fanno fare di certo una bella figura all’Azienda ospedaliera Ovest Milanese perché citati nel contesto del monitoraggio sulle liste d’attesa nelle singole regioni del paese presentato mercoledì a Roma, alla sala stampa della camera dei Deputati, da Federconsumatori in collaborazione con Fondazione Isscon e con il contributo della Cgil. 

Nell’elenco delle liste d’attesa più preoccupanti citate nel rapporto, ecco emergere in modo preoccupante le statistiche dell’azienda ospedaliera del territorio: i 426 i giorni da attendere per fare una visita cardiologica nell’Ospedale di Cuggiono, i 677 che devono trascorrere prima di poter effettuare una prima visita oculistica nel Presidio ospedaliero di Legnano, vanno infatti a sommarsi anche ai 735 giorni per una ecodoppler cardiaca all’Ospedale di Magenta, un altro dei casi messi in primo piano nel rapporto.

Numeri tutti riferiti alla stessa azienda ospedaliera Ovest Milanese e che, nella lista dei cattivi, sono stati messi sullo stesso piano dei 545 giorni per una ecografia all’addome in classe B nel presidio ospedaliero di Milazzo e agli oltre due anni (753 giorni) per una protesi all’anca al Pertini di Roma.

"I tempi di attesa sono spesso incompatibili con i bisogni di salute e questo comporta anche una serie di disservizi – ha spiegato Michele Carrus, presidente Federconsumatori – APS, a margine della presentazione dei dati – tra cui la mobilità passiva e "il prestazionificio" privato per l’utenza che può permetterselo".

"In mancanza di garanzie, le Aziende devono assicurare percorsi di tutela di cui i cittadini non sono però informati – ha aggiunto Domenica Iannello, responsabile Dipartimento salute Federconsumatori-APS", mentre per Daniela Barbaresi, segretaria nazionale della Cgil, rilanciare significa passare attraverso "investimenti sul Ssn pubblico, sia in termini assoluti che in rapporto al Pil, per allineare l’Italia ai Paesi europei e bisogna investire sul personale con un piano straordinario pluriennale di assunzioni".