La scuola chiede aiuto: "Spazi ridotti e angusti. Non ci sono aule per tutti"

Punto di riferimento a Magenta per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Il preside: "Accogliamo duecento studenti ma potrebbero essere il doppio".

Mancano gli spazi adeguati al centro provinciale di istruzione adulti di via Boccaccio a Magenta. Il dirigente scolastico Enrico Manzione solleva un problema che continua da anni, e che costringe e rifiutare parecchie iscrizioni. Oggi ci sono poco più di duecento alunni, ma potrebbero essere più del doppio. Si tratta di una scuola autonoma che dipende dal Comune. "I disagi sono molteplici – sottolinea il preside – dai corridoi stretti, alla presenza di due soli bagni. Uno per il personale e l’altro per gli alunni, maschi, femmine e disabili". La segretaria è costretta a lavorare in corridoio, in un piccolo angolo e ci sono solo tre aule. Le iscrizioni sono aperte agli alunni stranieri dai 15 anni in su. "Si tratta di una scuola che ha una valenza sociale importantissima – continua il preside – Non poter accogliere tutti coloro che desiderano iscriversi è una sconfitta".

Gli alunni provengono da tutto il Magentino e Castanese. Oltre all’apprendimento della lingua italiana hanno la possibilità di ottenere l’attestato necessario per avere il permesso di soggiorno di lungo periodo. Ci sono ragazzi arrivati da poco in Italia, altri che sono minorenni e hanno alle spalle storie problematiche importanti. Sono stati trasferiti in via Boccaccio nel 2015, quando alle scuole medie Baracca venne introdotto l’indirizzo musicale.

"In altri siti gli spazi sono stati trovati – conclude il dirigente scolastico – chiediamo solo che qualcuno si faccia carico del problema. Spesso ci sono scuole che, con il calo della popolazione scolastica, hanno numerose aule vuote. Forse ci sono anche a Magenta, basta cercarle". Gli alunni alla scuola per stranieri arrivano da tutto il mondo. Un ragazzo nativo del Pakistan che vive a Bareggio frequenta la scuola da un paio di anni con ottimi risultati.

Un impegno non indifferente perché sta seguendo anche un corso per elettricista. C’è la ragazza macedone che, da un anno a questa parte, ha acquisito una discreta padronanza della lingua italiana e quella cubana che vuole fare la parrucchiera. C’è il mondo alla scuola di via Boccaccio. "Purtroppo la situazione della mancanza di spazi adeguati non si è sbloccata – ha confermato l’assessore alla Pubblica Istruzione Giampiero Chiodini – conosciamo bene la situazione e continueremo a monitorarla da vicino".