Quotidiano Nazionale logo
8 mag 2022

Fiume Olona, schiume e pesci morti: "Ora adeguate i depuratori"

Sul corso d’acqua fra Varese e Milano una lunga storia di degrado e scarichi tossici. L’avvocato attivista Brumana: "Il dato Arpa sulle nuove rilevazioni è allarmante"

paolo girotti
Cronaca
Un tratto dell’Olona, nero e pieno di schiuma
Un tratto dell’Olona, nero e pieno di schiuma

Legnano (Milano) - Un primato tutt’altro che lusinghiero, che fotografa una situazione legata al presente delle acque del fiume e non ai retaggi di una già complicata storia passata: fanno tutti riferimento alle verifiche effettuate a Legnano sul fiume Olona i picchi, ben al di sopra del limite consentito, per quanto riguarda la presenza di Pfas. Questo risultato emerge dallo studio di Arpa del 2018, quando i Pfas, per la prima volta, sono stati monitorati su 54 stazioni appartenenti alla rete di monitoraggio regionale dei corsi d’acqua. Sono composti trattati da parte dell’industria per più di cinquant’anni e utilizzati in numerose applicazioni industriali e nella produzione di articoli di largo consumo, che Arpa suddivide in tre categorie: il trattamento di rivestimento dei contenitori di carta per alimenti; i trattamenti superficiali, in particolare tessili, pelli, metalli e pellicole fotografiche; infine, le vernici, le schiume antincendio, gli imballaggi e i mobili.

Franco Brumana è l’avvocato legnanese che da anni ha preso a cuore la questione del fiume Olona e, oltre ad essersi speso in prima persona per trattare con gli enti che hanno il compito di agire per controllare e preservare il fiume, ha anche creato un gruppo, denominato appunto "Amici dell’Olona", che può oggi contare su più di 17mila membri: "Lo studio mette in evidenza che dobbiamo tenere alta la soglia d’attenzione per proteggere il nostro fiume e che ci sono ancora questioni aperte – spiega –. A volte basta che il nostro fiume si ricopra di una leggera schiuma per sollecitare la reazione indignata dei cittadini, quando in realtà è la bassa portata mixata con la presenza di tensioattivi, immessi dai depuratori a livelli consentiti dalla legge – anche se troppo elevati e da modificare – a causare il fenomeno. A non dover ingannare è piuttosto la trasparenza delle acque".

Cosa serve fare? "I problemi da affrontare sono due: adeguare l’efficienza dei depuratori, perché è da lì che arriva gran parte della portata del fiume Olona, e la capacità di creare un sistema di sorveglianza sul corso del fiume per evitare sversamenti sconsiderati. Tutti ricordano la recente moria di pesci sulle sponde del fiume a Legnano… Il dato di Arpa è allarmante anche perché riguarda un composto ricercato per la prima volta: siccome si sono trovati i soldi per l’adeguamento dei depuratori, che oggi sono dei colabrodo, è da qui che si deve partire. Sta trascorrendo troppo tempo e si deve passare alla fase successiva e all’esecuzione dei lavori".

 

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?