Federica Banfi
Federica Banfi

Canegrate (Milano), 14 febbraio 2019 - Accusati di non aver organizzato un efficace servizio di manutenzione in autostrada, i dirigenti chiedono il rito abbreviato. Ci sono novità nell’inchiesta sulla morte di Federica Banfi, la 19enne canegratese scomparsa durante il Capodanno del 2018. Il gup di Aosta, Luca Fadda, ha infatti accolto la richiesta di rito abbreviato per i due dirigenti della Società autostrade valdostane imputati per omicidio colposo. I due, Fernardo Fabrizio e Federico Caniggia, sono entrati a pieno titolo nel processo sul’incidente stradale costato la vita a Federica. A causare l’incidente, in base alle indagini del pm Carlo Introvigne che già aveva disposto una propria consulenza, era stato il gelicidio ma anche la scarsa propensione alla gestione della viabilità invernale adottata dalla Sav.

Secondo la ricostruzione della procura valdostana, i dirigenti non avrebbero fatto nulla per chiudere l’autostrada. I mezzi spargisale erano poi arrivati sul posto solo dieci minuti dopo l’incidente costato la vita alla ragazza, che era in vacanza insieme agli amici degli oratori di Canegrate e di San Giorgio su Legnano. L’udienza è stata rinviata al 20 marzo e si attende la nomina di un perito da parte del giudice. Nel frattempo l’avvocato dei due imputati, Giovanni Lageard, ha depositato alcune consulenze. Avendo ottenuto un risarcimento, l’avvocato Davide Sciulli ha invece revocato la costituzione per una parte civile. Secondo l’accusa, nel caso dell’incidente in cui è morta la giovane e altre otto persone hanno riportato lesioni i due manager avevano reso inefficace la procedura operativa per la gestione della viabilità invernale. Inoltre il mezzo spargisale, se intervenuto per tempo, avrebbe potuto evitare la formazione della coltre di ghiaccio evitando quindi l’incidente.

Con la richiesta di rito abbreviato Fernando Fabrizio e Federico Caniggia, in caso di condanna, avranno una riduzione automatica di un terzo della pena. Intanto il ricordo di Federica Banfi in paese non è mai svanito. Molte le iniziative che hanno tenuto viva la memoria della ragazza, ricordata come una sportiva sorridente e capace di farsi voler bene. Legata alla squadra di basket, la sua morte aveva creato un grande vuoto nella comunità canegratese.

Stanno invece bene gli altri ragazzi che erano rimasti feriti nell’incidente. Quella che doveva essere una escursione di massa verso il centro di Aosta per i festeggiamenti del nuovo anno si era trasformato in un vero incubo per decine di famiglie.