La ex discarica di Cerro Maggiore
La ex discarica di Cerro Maggiore

Cerro Maggiore (Milano), 28 luglio 2018 - «Vigileremo come forze politiche e anche come cittadini affinché la discarica non venga riaperta ad alcun rifiuto ulteriore». Il sindaco Nuccia Berra fa il punto dopo la votazione all’unanimità della mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle nell’ultimo Consiglio comunale. Un documento che è stato poi ripreso durante la riunione dei capigruppo e ripresentato nell’ultimo Consiglio cerrese per ribadire la tutele dell’ambiente e il no secco a qualsivoglia progetto portato avanti dalla Ecoceresc, la ex Simec che controlla la discarica di Cerro Maggiore. «Lo avevamo detto in campagna elettorale e lo ribadiamo: nessun rifiuto arriverà nell’ex discarica del Polo Baraggia e teniamo quindi gli occhi ben aperti verso Città metropolitana e Regione Lombardia affinché nulla di diverso possa succedere rispetto alla situazione attuale, che non prevede alcun apporto di rifiuti nessun nuovo impianto di smaltimento» spiega il primo cittadino. Il sindaco di Cerro Maggiore, Giuseppina Berra

Le fanno eco gli esponenti del Movimento Cinque Stelle: «Finita la campagna elettorale, con la nostra mozione da «scintilla» e il contributo di tutti i capigruppo, abbiamo un documento ufficiale dove si esprime la contrarietà di tutto il Consiglio comunale ad una nuova discarica di qualsiasi genere».

Ad ora però nessun progetto ulteriore sull’ex Polo Baraggia è mai arrivato alle istituzioni. La ex discarica ha di fatto chiuso nel 1999, con una scia infinita di polemiche che dopo venti anni ancora non si placano. Una battaglia che adesso tutti i gruppi politici in paese stanno facendo propria. «Abbiamo fatto fronte comune perché è giusto tutelare la nostra gente dopo quello che è successo in passato - spiega Nuccia Berra -. Non un grammo di rifiuti entrerà in questa ex discarica, che adesso funziona solo come conferimento di materiale inerte come sassi e terra. Siamo decisi a fare quello che i cittadini ci chiedono e così sarà per tutta la nostra legislatura».

La presa di posizione che era stata chiesta a gran voce adesso è realtà, così come il documento che ne sancisce l’assoluto argine. Un altro argine arriva anche dall’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Raffaele Cattaneo, che ha confermato in più occasioni la bontà del «fattore di pressione», ovvero il criterio escludente per impedire la realizzazione di nuove discariche e limitare il quantitativo massimo di rifiuti conferibili in un sito già esistente in un determinato territorio introdotto da Regione Lombardia già nel 2014: «Una decisione che c’è e rimane - ha sottolineato -, perché è un elemento che permette di rispondere alle questioni legate al principio di precauzione».