Roberta De Censi e il marito Sergio Favetti
Roberta De Censi e il marito Sergio Favetti

Corbetta (Milano), 26 febbraio 2018 - «Perché quando una persona ha una disabilità irreversibile deve periodicamente chiedere il rinnovo di un permesso, col rischio di dimenticarsi della scadenza?». «E perché nessuno provvede ad avvisare preventivamente delle scadenze?». Queste domande si stanno ponendo da giorni due coniugi di Corbetta, entrambi ciechi, che proprio per una dimenticanza hanno ricevuto, a pochi giorni di distanza, ben 11 multe dal Comune di Milano, per oltre mille euro di sanzione. Per undici volte con loro auto avevano varcato le soglie dell’area C senza pagare il corrispettivo pedaggio. Tutta colpa di un contrassegno di esenzione scaduto il 31 ottobre dello scorso anno. Contrassegno esposto regolarmente sul cristallo anteriore della loro auto, ma che entrambi i coniugi non possono controllare, vista la loro cecità.

«Questo permesso ci era stato concesso cinque anni orsono, proprio per la nostra disabilità – affremano Roberta e Sergio Favetti –. L’auto, che viene guidata da un nostro conoscente, ci serve per gli spostamenti, perché non ci sono mezzi pubblici adeguati». Dal primo di novembre al 22 dicembre scorso Roberta De Censi è stata accompagnata per undici volte al lavoro col contrassegno scaduto. «Sono un’insegnante per ragazzi non vedenti che frequentano la scuola media di via Vivaio a Milano. Svolgo questo lavoro da 32 anni e credo di essere rimasta l’unica insegnante non vedente in servizio. La mia presenza è molto importante per questi ragazzi, perché riesco a interpretare al meglio i loro bisogni, le loro paure, il loro linguaggio. A scuola – racconta – vado di solito con i mezzi pubblici. Mi faccio accompagnare in auto alla stazione metropolitana di Bisceglie e poi mi reco a scuola da sola. Ma non mi fido a fare lo stesso percorso quando mi trattengo a scuola sino al tardo pomeriggio. In questi casi l’autista amico mi viene a prendere in via Vivaio».

I coniugi Favetti sono rimasti sorpresi quando il 29 dicembre hanno ricevuto la prima sanzione. Seguita dalle altre. L’ultima questa settimana per la sanzione registrata il 22 dicembre. Undici in totale. «Solo dopo aver ricevuto la prima multa, a sessanta giorni dalla scadenza del contrassegno, abbiamo controllato il permesso verificando che era scaduto ma nessuno di noi se ne era accorto, né ricordato. Ci siamo subito attivati per chiederne il rinnovo, che ci è stato concesso senza problemi, ma non subito. Nel frattempo, ogni volta che si entrava in Area C pagavamo il regolare pedaggio». «In quei due mesi sono andata a scuola in auto undici giorni, specie di lunedì, perché gli orari non coincidono con quelli dei mezzi pubblici».

Ricevuta la prima sanzione, e sapendo che ne sarebbero arrivate altre, i Favetti non sono ricorsi subito per l’annullamento dell’onore. «Abbiamo aspettato di averle tutte, purtroppo sbagliando. Adesso i termini del ricorso per molte è già scaduto». Cosa farete ora? «Ci siamo rivolti a un legale. Abbiamo sbagliato ma non volevamo evitare di pagare il pedaggio. Il Comune di Milano ci riconosca almeno la buona fede». «La prossima volta non accadrà – dice Sergio Favetti -: ho già memorizzato la scadenza nella sveglia del cellulare».