Pattugliamento di agenti della Polfer sulla linea ferroviaria Varese-Treviglio (Orlandi)
Pattugliamento di agenti della Polfer sulla linea ferroviaria Varese-Treviglio (Orlandi)

Legnano, 29 agosto 2017 - Minacciata e inseguita lungo le carrozze del treno da un uomo armato di coltello. Attimi di terrore per una giovane capotreno che, domenica pomeriggio, era in servizio sul convoglio 23055 della tratta fra Varese e Treviglio in transito nel Legnanese. La donna, una ventenne che da qualche mese presta servizio sui treni, ha semplicemente chiesto il biglietto a un passeggero. Per tutta risposta l’uomo, visibilmente alterato forse a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti, ha iniziato a urlare e inveire contro la donna, mostrando un coltello. La capotreno è fuggita, terrorizzata per la violenza del passeggero, che l’ha inseguita correndo lungo le carrozze.

Una fuga terminata nell’ultima carrozza, dove si trova la cabina di guida. L’uomo ha raggiunto la giovane e ha puntato il coltello verso la sua pancia, minacciandola. La capotreno è riuscita a non perdere il controllo e ad avvertire la Polfer mentre il mezzo era ancora in viaggio fra le stazioni di Busto Arsizio e Legnano, dove il convoglio si è fermato. Approfittando dell’apertura delle porte, l’aggressore è fuggito. La circolazione è stata interrotta per consentire l’intervento degli agenti e Trenord ha avvisato del ritardo i clienti in attesa alla stazione. Sugli schermi è comparsa la scritta: "Possibili ritardi per la presenza di forze dell’ordine alla stazione di Legnano causa aggressione a personale di bordo". La donna è rimasta illesa, ma è sotto choc in seguito all’episodio. Assunta da pochi mesi, la ragazza ha subito una violenta aggressione solo perché cercava di fare il suo dovere, controllando i biglietti delle persone a bordo. "Si vive in un clima di terrore e siamo francamente stanchi", ha scritto un collega della donna sui social network. La notizia ha fatto presto il giro della rete, e diversi colleghi denunciano una situazione di pericolo.

L’ad di Trenord Cinzia Farisè, lo scorso giugno aveva inviato una lettera ai prefetti di Milano e Pavia, dopo un incremento di episodi violenti sulla Milano-Lecco e sulla Milano-Mortara. "Microcriminalità, atti vandalici, evasione del titolo di viaggio e connesse aggressioni - si legge nella missiva - concorrono a un quadro sempre più precario in materia di sicurezza". Tra gli episodi elencati "rottura di finestrini e porte interne, lancio di sassi, azioni di writer, con costi sempre più elevati". La manager aveva chiesto quindi un incremento dei pattugliamenti delle forze dell’ordine su treni e stazioni, rimasto ancora lettera morta.