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7 giu 2022

Legnano, l’area cani chiude ma è un falso allarme

Serrata per oltre un mese a seguito di un episodio di avvelenamento Ma era solo una fake news

7 giu 2022
paolo girotti
Cronaca
Dopo un mese di chiusura inutile l’area cani è stata riaperta
Area cani
Dopo un mese di chiusura inutile l’area cani è stata riaperta
Area cani

Legnano (Milano) -  Era bastata la segnalazione dei malori accusati da alcuni cani e poi che qualcuno facesse riferimento anche a un cane morto dopo aver ingerito qualcosa di non ben precisato nello stesso parco pubblico per far gridare all’avvelenamento e far montare una protesta che aveva presto trovato spazio sul web e acceso gli animi oltre misura: a oltre un mese di distanza la realtà dei fatti infine emersa è che non risulta nessun cane deceduto e che, anche dopo le verifiche di rito prolungatesi per settimane, nell’area cani pubblica infine riaperta non è stato trovato nulla che faccia anche solo pensare a un episodio di avvelenamento volontario o alla presenza di bocconi pericolosi. Dice molto della necessità di trovare un fondamento agli episodi che poi viaggiano di bocca in bocca e trovano spazio sui social la vicenda che ha interessato nelle ultime settimane l’area cani di via Correnti a Legnano.

Un mese fa circa, infatti, al Comune erano giunte segnalazioni a proposito di ben sei cani che, dopo aver frequentato quell’area, all’incrocio con via Spallanzani, avrebbero poi mostrato problemi gastrointestinali: le segnalazioni andavano tutte nella stessa direzione e avevano condotto il Comune a prendere le precauzioni del caso. Ad aggravare la situazione, però, aveva contribuito anche la notizia rilanciata anche sui social che raccontava della presunta morte di un cane, anche in questo caso determinata da un boccone ingerito nello stessa area. La levata di scudi che aveva fatto seguito alle notizie frammentarie che erano circolate (al Comune erano giunte numerose mail, anche dal tono particolarmente aggressivo) aveva convinto l’amministrazione legnanese a chiudere in via precauzionale l’area. A quel punto la palla è passata all’Ats Milano Città Metropolitana che, con tempi certo non così celeri, ha infine provveduto a contattare i veterinari che hanno avuto in cura alcuni di questi cani. Esito delle verifiche? I veterinari, a quanto risulta dalla comunicazione dell’Ats, non hanno prodotto alcuna diagnosi di gastroenterite infettiva, escludendo così anche l’ipotesi di un tentativo di avvelenamento volontario messo in atto nell’area cani.

 

 

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