Merate (Lecco), 8 maggio 2021 -  Nessun pirata della strada ha investito il piccolo Gioele, sua sorella Giorgia più grande e sua mamma che camminavano tutt’e tre assieme sul marciapiede. A piombare loro addosso al volante della sua Fiat Punto è stato il 30enne pakistano di Carnate che subito dopo l’incidente ha lanciato l’allarme, raccontando di essere stato speronato anche lui dall’automobilista "fantasma". Di fronte all’evidenza delle prove lasciate l’altro pomeriggio sull’asfalto vicino alla caserma dei pompieri di Merate e all’assenza di qualsiasi indizio su un pirata, ha dovuto modificare la sua testimonianza in vaghi "non ricordo" e "non ho visto".

Probabilmente per davvero non ricorda né ha visto mamma Jenny di 38 anni né i due figli di 12 e 7 anni, perché forse distratto dal telefonino che teneva in mano e gli è stato per questo sequestrato. Per ora è stato denunciato dagli agenti della polizia locale per lesioni gravi stradali, mentre è risultato negativo all’alcoltest, come sono risultati in regola i suoi documenti. Si è inoltre immediatamente fermato per allertare i sanitari del 118.

Il pensiero di tutti è però ora rivolto verso Gioele, che stava andando alla sua prima lezione di prova di karate. "Lo hanno operato alla testa, l’intervento è durato fino a mezzanotte", racconta papà Massimiliano che ha avuto modo di parlare personalmente con chi ha investito sua moglie i suoi figli. L’intervento è clinicamente riuscito, ma la prognosi di Gioele resta estremamente riservata. È ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è stato trasferito con l’eliambulanza. È tenuto sotto stretta e costante osservazione nel reparto di Terapia intensiva pediatrica e versa in stato di coma indotto per non affaticarlo ulteriormente. "La mamma e la sorella fortunatamente stanno bene", tranquillizza sempre il papà, molto stimato a Cernusco Lombardone dove abitano per il suo carattere affabile. Sono state già dimesse e tutti insieme adesso pregano che presto posso tornare a casa con loro anche Gioele.