Carabinieri dentro l’ospedale Mandic di Merate
Carabinieri dentro l’ospedale Mandic di Merate

Merate, 3 marzo 2018 - Un portiere 24 ore su 24 e una guardia giurata la notte in ospedale a Merate per garantire la sicurezza di pazienti e operatori sanitari. Dopo i ripetuti furti in corsia e gli episodi di aggressione in reparto, specialmente al Pronto soccorso, dalla direzione generale dell’Azienda socio-sanitaria territoriale lecchese, a cui fa capo il Mandic, come promesso, sono corsi ai ripari.

Durante il giorno sono al lavoro da ieri nuovi portieri: si tratta di addetti di una società esterna che affiancano alla reception gli incaricati ospedalieri, che così possono dedicarsi alle altre attività, come la consegna dei referti. I portinai garantiscono la copertura di tutti i turni, anche quelli notturni. La sera ad essi si affianca poi una guardia giurata particolare armata. Non effettua un piantonamento fisso e nemmeno ronde continue attorno al perimetro del nosocomio brianzolo, in caso di necessità è in grado tuttavia di intervenire in pochi minuti. Può inoltre a sua volta chiamare i rinforzi, mobilitando altri due colleghi di supporto che sarebbero pronti ad intervenire. E se non basta ci sono sempre i carabinieri, che comunque devono necessariamente essere avvisati per situazioni particolari.

Insomma, non è certo il presidio di Polizia di Stato di cui si discute da tempo, come quello ad esempio attivo al Manzoni di Lecco, ma è comunque un argine contro i ladri che derubato degenti e dipendenti e contro i pazienti poco pazienti e i loro accompagnatori altrettanto impazienti pronti a insultare, minacciare e picchiare medici, infermieri e oss. È successo ad esempio il mese scorso, quando alcuni familiari di una persone in attesa da una decina di ore di una visita se la sono presa con un’infermiera di guardia, «colpevole» di aver spiegato loro la situazione di sovraffollamento e di aver comunicato che probabilmente avrebbero dovuto aspettare ancora il proprio turno. A sollecitare il direttore generale dell’Asst lecchese Stefano Manfredi a metterci una pezza è stato tra gli altri anche il prefetto Liliana Baccari, durante l’incontro di martedì della passata settimana per scongiurare uno sciopero nel comparto della sanità pubblica. Nel verbale di accordo tra rappresentanti dei lavoratori ospedalieri e vertici di via dell’Eremo, il diggì si era così impegnato per l’«istituzione della vigilanza h24 per il tramite di guardie particolari giurate a decorrere dal mese di marzo».